Alfa Romeo Stelvio, la nostra prova… da fermi

Spieghiamo subito cosa significa questo titolo: sì, abbiamo visto la nuova Alfa Romeo Stelvio, toccata con mano, analizzata abbastanza nel dettaglio ma… eravamo fermi, dato che si trattava della presentazione ufficiale della vettura della casa del Biscione in concomitanza con l’evento della presentazione della nuova Concessionaria AutoTorino di Saronno, alla quale siamo stati invitati.
L’evento è stato davvero molto piacevole, ben organizzato e gestito, ma adesso passiamo alle cose importanti (non penso siate qui per leggere del buffet o altro): la Stelvio.
Ebbene, la concessionaria non ha presentato la versione Quadrifoglio, ma la First Edition con motore 2 litri Turbo Super Q4 da ben 280 cavalli e 400 Nm di coppia, il che secondo noi è un bene, dato che sarà una vettura certamente più di interesse per le vendite rispetto alla più potente Quadrifoglio, più di nicchia (anche se la maggior parte del mercato ovviamente richiederà la versione alimentata a gasolio da 210 cavalli).

 
 

Che dire, esteticamente secondo noi è molto ben riuscita, con una linea proporzionata, elegante e sportivadinamica nello stesso momento (ovviamente può piacere o non piacere, sui gusti non si discute, a me personalmente piace molto). Ma sarò breve nella descrizione estetica, dato che tutti ormai conosciamo questa vettura, molto chiacchierata e pubblicizzata negli ultimi mesi, perché voglio concentrarmi sull’analisi dei materiali ed assemblaggi che io, Marcello e Matteo abbiamo toccato con mano, andando a cercare di fare le pulci a questa vettura che mira ad essere un punto di riferimento nella sua categoria.
Via il dente via il dolore, su! È perfetta? Ovviamente noè la solita Alfa degli ultimi decenni, con pecche nei materiali e nella costruzione? Per fortuna no!

Esteticamente, come già accennato, ha delle belle linee, ben definite e molto eleganti e grintose allo stesso tempo, anche se, mi spiace dirlo, le ho trovato subito un grande difetto: quando hanno scoperto la vettura infatti io ero nella parte posteriore e quindi mi sono ritrovato subito davanti agli occhi il resto della vettura, con il lunotto molto inclinato, i gruppi ottici avvolgenti e molto belli a mio parere e… gli scarichi.

No, No, Alfa Romeo, non ci siamo… sono troppo grossi!! Troppo! Sproporzionati rispetto al resto della linea, oltre che palesemente finti, e lo si nota subito perché al loro interno fanno subito capolino i veri terminali, molto più piccoli. Hanno secondo me esagerato troppo con le dimensioni, diciamo che questa sarebbe un rarissimo esempio di auto in cui si cambierebbero i terminali non per metterli più grandi e “cattivi”, ma per metterli più piccoli!! Perché Alfa Romeo? Perchè?
Il resto della vettura è invece ben fatto, con accoppiamenti con poco gioco e luce costante tra una lamiera e l’altra, anche se a voler fare le pulci, il portellone posteriore è costituito da due parti e la parte inferiore (che funge da portatarga) è una lastra di plastica verniciata incollata alla struttura principale del portellone, con il risultato di avere gli angoli superiori che formano un gradino non molto bello, sembra come se l’angolo sia “sbeccato”, rovinato.

 

Gli interni, nella parte anteriore ripropongono tutto ciò che la Giulia ci aveva proposto, con una plancia ben proporzionata, con lo schermo dell’infotainment (optional la versione da 8,8 pollici, 2200 euro ma in sconto a 1200 nella fase di lancio, che però non supporta Apple Car Play o Android Auto e la radio DAB si paga a parte, 300 euro. Nessuna possibilità invece per quanto riguarda la connessione dati) ben in vista al centro ed orientato verso il guidatore e lo splendido volante sportivo con i fantastici paddles in alluminio (che però sono optional a 300 euro).
I materiali sono molto buoni, a parte purtroppo la plastica che copre il piantone che è un po’ sottotono, mentre sul resto delle componenti è morbida e ben assemblata, senza scricchiolii o giochi eccessivi. Su questo esemplare poi è presente il Pacchetto Lusso (3000 euro) che aggiunge davvero un tocco di eleganza con i sedili elettrici rivestiti con in pelle riscaldabili ed inserti in radica su tutta la plancia, il tunnel centrale e le portiere, sia anteriori che posteriori.

I sedili anteriori appunto sono molto ben fatti, morbidi al tatto e con il logo Alfa Romeo in rilievo sui poggiatesta, ma la sorpresa arriva dai posti posteriori, davvero molto comodi; sono infatti morbidi e permettono al corpo di “sprofondare” di qualche cm pur rimanendo molto sostenuto e quindi non affaticando la persona in caso di lunghi viaggi. L’unico neo, per i più bassi, è la seduta, che è molto profonda ed alta ad altezza cosce e non permette bene di distendere agilmente le gambe, se non lasciandosi “scivolare” in avanti, assumendo però così una posizione che affatica di più la schiena. In altezza invece nessun problema per la testa, Marcello con il suo 1.85 (e ci sarebbe stato anche uno di 10 cm in più, nonostante la rastrematura) non aveva problemi col padiglione nemmeno nel posto centrale.alfa romeo stelvio poggiatesta

In larghezza lo spazio sul sedile è ottimo se si viaggia in due, un po’ meno, ovviamente, se è presente il terzo passeggero, in quel caso si farà un po’ fatica a trovare la posizione corretta a causa anche del tunnel centrale, che si fa notare e su cui fanno bella presenza due bocchette dell’aria perfettamente orientabili e due prese USB. Lo spazio per i piedi per i due passeggeri laterali è ottimo, si possono infilare tranquillamente sotto il sedile e le guide dei sedili anteriori sono rialzate e ben protette da un ottimo rivestimento, spesso, morbido ed uniforme. Inoltre sono presenti, sotto i sedili posteriori, nelle leve per poterli abbattere. Leve che sono ripetute anche nel bagagliaio. Sulle portiere è molto piacevole il rivestimento in pelle morbida ed imbottita dei poggiabraccio, sovrastati dalla finitura in legno. Una piccola nota di demerito, dal nostro punto di vista, è l’aggancio basso delle cinture di sicurezza anteriori, che non è stato nascosto nella tappezzeria e quindi si vede la struttura che sostiene ed ancora la cintura, cosa non molto bella su un’auto del genere; il problema maggiore è che è facile prendere dentro con il piede, se seduti dietro, l’attacco della cintura, infastidendo perciò chi sta davanti.

alfa romeo stelvio bagagliaioIl bagagliaio è ben fatto, rivestito completamente con una moquette di buona fattura, sono presenti i ganci per fermare il bagaglio, la presa da 12 V e le già citate leve per ribaltare i sedili. Anche qui una nota di demerito è data dalla posizione del Subwoofer dell’impianto Sound Theatre da 10 altoparlanti (disponibile per 600 euro) che secondo noi è un po’ esposto e facilmente danneggiabile da qualche valigia in fase di carico/scarico. Il portellone è ad azionamento elettrico e permette sia di chiuderlo semplicemente, sia di chiuderlo bloccando la serratura. Non sappiamo se questo sistema però eviti la chiusura delle serrature se lasciamo la chiave nel bagagliaio, magari perché ce la siamo dimenticata appoggiata; l’apertura e chiusura passando il piede sotto il paraurti posteriore sono invece disponibili come optional. Altra piccola cosa a cui fare attenzione sono i profili dei fari posteriori quando il bagagliaio è aperto, perché presentano uno profilo ad angolo vivo (ci riferiamo alla plastica trasparente che li ricopre, con le bave di stampaggio non rifilate), che può graffiare facilmente il braccio o la mano del malcapitato che ci striscia contro. E’ dotata di occhielli per il fissaggio di reti e bagagli, ben disposti ma un po’ piccoli e soprattutto dall’aria un po’ fragile.

Okay, sono tutte piccolezze, dettagli, è vero, che non pregiudicano assolutamente la qualità e la sostanza di questa vettura, ma ci pare giusto farli comunque notare.

alfa romeo stelvio motorealfa romeo stelvio barra duomi

Passando al vano motore invece, si presenta molto ordinato e spazioso, questo grazie anche alla presenza della sospensione anteriore a quadrilatero alto, che, oltre ad avere grandi doti dinamiche (è in assoluto uno dei migliori schemi di sospensione di cui un auto possa dotarsi) a differenza della sorella quadrilatero basso è nota per non “rubare” eccessivo spazio nel vano motore. Il motore in bella mostra in posizione arretrata e sormontato da una bellissima barra duomi (che esce di serie… lodevole). Tutto ciò fa davvero ben sperare per la dinamica di guida di questa Alfa Romeo Stelvio. Il motore, come già detto, è un 2.0 Turbo in grado di sviluppare 280 cavalli e 400 Nm di coppia, accoppiato al cambio automatico ad 8 rapporti che ha debuttato con la Giulia e che è davvero un’unità di riferimento assoluto per fluidità e rapidità negli innesti. Inoltre da segnalare la trazione integrale Q4 che assomiglia di più ad una posteriore con un anteriore “on demand” dato che predilige appunto l’utilizzo della trazione posteriore, con l’anteriore che subentra solo in caso di perdita di aderenza. Questo dovrebbe garantire un feeling più sportivo almeno sull’asciutto, dove la coppia non eccessiva, il peso (che seppur non eccessivo è sempre quello di un SUV) e la superficie d’appoggio imponente degli pneumatici dovrebbero garantire l’aderenza sufficiente a rilegare l’anteriore nel ruolo di asse condotto. Per quanto vale su un’auto del genere, questo sistema dovrebbe anche limare leggermente i consumi al ribasso rispetto alle integrali permanenti.
In generale quindi questa Alfa Romeo Stelvio è davvero una buona vettura, assemblata bene nel complesso, anche se piccole cadute di stile nei dettagli purtroppo ci sono, come però si trovano in ogni auto, se analizzate a fondo, ma rappresenta comunque un ottimo passo avanti per la casa di Arese, una sorta di rinascita che sta rinnovando il marchio grazie a Giulia e adesso a Stelvio, rinascita che ci auguriamo possa continuare ancora in futuro con la nuova Giulietta ed i futuri progetti della casa del biscione.
Quindi in questo caso è d’obbligo dire “Benvenuta Stelvio, ma soprattutto, bentornata Alfa Romeo.”

di Andrea, Marcello, Matteo

[Foto: Automobilissimo.com]