audi q8

Audi A6 – Audi Q8 – presentazione

Evento particolare, quello della presentazione delle nuove Audi A6 e Q8 a cui abbiamo assistito: si è tenuto infatti non in una concessionaria ma in un’azienda privata, la Novello Case in Legno di Oggiona Santo Stefano (VA).

Per quanto l’ambientazione possa sembrare insolita per un contesto automobilistico, in realtà ci sono diverse assonanze: la Novello Case in legno produce edifici in legno per la bioedilizia, quindi con un occhio al risparmio, ma il vero focus è l’innovazione tecnologica, poiché l’efficienza energetica non si ottiene solo con soluzioni ecocompatibili, ma anche con fonti alternative e riducendo la richiesta di energia, quindi con minori consumi.

Credits: Novello Case in legno

Ottimizzazione ed efficienza: auto e case sono meno lontane su questi aspetti di quanto si possa pensare.

Eccoci dunque alla presentazione: tolti i veli alle A6, ci troviamo di fronte ad una berlina color nero con motore 45 TDI e una Avant bianca 40 TDI.

Davanti hanno il classico corso stilistico Audi, con bocca larga e poligonale, e almeno da questa angolazione, più che family feeling, onestamente ci riesce difficile riconoscerle da una qualsiasi A7 o A8. In effetti le dimensioni (494 cm di lunghezza) e soprattutto le proporzioni sono tali da renderne difficile un distinguo vero e proprio.

Presenta una fiancata molto simile alla A6 che sostituisce, sebbene sia più sinuosa e muscolosa; dietro, è stato prolungato di molto il padiglione, ottenendo un lunotto molto inclinato per favorire l’aerodinamica; infatti come spazio per la testa per chi siede dietro, rispetto alla serie precedente, il miglioramento è stato abbastanza esiguo. Con questa forma affusolata, il terzo volume (anche grazie al passo più lungo) è diventato più piccolo, con la coda più corta e un portello del baule leggermente più piccolo.


 
 

Dietro abbiamo uno stile abbastanza simile alla serie precedente, sebbene i gruppi ottici (un poco ingranditi) abbiano le parti luminose a LED in 3D per dare maggior senso di profondità; una fascia cromata corre lungo tutta la coda per dare un senso di maggiore larghezza all’assieme e far apparire la A6 più piantata a terra.

Piccola caduta di stile, i terminali di scarico sono grossi, cromati, rettangolari e palesemente finti; basta chinarsi ad osservare il sottoscocca per vedere che lo scarico è ben celato dietro al paraurti. Capiamo benissimo che questo stratagemma permette, rivolgendo lo scarico al suolo, di abbassare le emissioni acustiche durante le fasi di omologazione, però gli scarichi finti sono un trucco ormai usato da tantissimi costruttori e lascia un poco perplessi; avremmo piuttosto preferito un fascione paraurti pulito e senza orpelli.

La Avant presenta un andamento della coda mutuato dalla serie precedente, e come la berlina, non ne stravolge lo stile ma preferisce affinarlo; presenza del portellone ad apertura e chiusura elettrica, per il resto si conferma identica alla berlina, perciò valgono gli stessi giudizi espressi sopra.


 
 

Fino ad un paio di anni fa, c’erano le berline medie (segmento D, Audi A4 per intenderci, sui quattro metri e mezzo o poco più), le ammiraglie (segmento F, A8, le uniche a stare sopra i cinque metri), e in mezzo a far da ponte, le berline grandi (segmento E, la A6 appunto). Le berline grandi avevano il compito difficile di essere sia ben accessoriate, sia di differenziarsi “abbastanza” dalle sorelle maggiori per non calpestarne i già esigui valori di vendita.

Ora, se consideriamo che una A6 misura 494x189x147 cm per 292 cm di passo, e la A8 517x195x147 cm per 300 cm di passo (tralasciando la versione L), il design anteriore e laterale è praticamente lo stesso, e la plancia interna, il cockpit, la strumentazione, sono la fotocopia, ci riesce difficile trovare lo stesso salto che si verificava prima tra i due segmenti.


 
 

Già, la plancia: l’abbiamo già vista da un anno ormai su A7 ed A8, ma quando hai in mente la serie A6 precedente (potete vederla qui), ed entri in quella nuova, sembra di essere a bordo di un’astronave: è di una linearità disarmante, pulitissima con la sua fascia superiore che include e dissimula le bocchette, per il cruscotto con display digitale e soprattutto l’intera plancia coperta di schermi: il sistema MMI presenta un display superiore da 8.8 e uno inferiore da 8.6 pollici, per comandare rispettivamente l’infotainment e la climatizzazione. Sulla versione MMI Plus, lo schermo superiore è da 10.1 pollici, e quando si sfiora la superficie, un feedback aptico con vibrazione e suono, aiuta la percezione dei comandi.

C’è davvero da perdersi nei comandi di navigazione, telefonia, parametri veicolo e d’ambiente: ci limitiamo quindi a sottolineare particolarità come la possibilità di scrivere a mano l’indirizzo sul navigatore, anche se i comandi vocali sono molto più pratici nella guida, e la possibilità di personalizzare le luci d’ambiente secondo i propri gusti. Come optional, è disponibile il clima a quattro zone con comandi posteriori.

I sedili delle versioni esposte erano sia in pelle totale che in combinazione Alcantara/pelle, secondo noi quest’ultimo più apprezzato per chi farà lunghi viaggi. I sedili sono ben imbottiti, mentre non ci esprimiamo sulla comodità poiché non abbiamo avuto modo di testare l’auto alla guida.

Il bagagliaio è di 530 litri per la berlina e 565 per la Avant (ampliabili rispettivamente a 1000 e 1680); è previsto su entrambe il sedile frazionabile a 40:20:40, e, praticità di carico a parte, la Avant è consigliata a chi viaggia spesso con la famiglia e ha bisogno di riempire il bagagliaio oltre la linea di cintura.

Sulla berlina il rivestimento è piuttosto scarno, sia come forma che come cura delle giunte, delle prese di aerazione, e non comprende la parte superiore sotto il lunotto, in nuda lamiera. E’ pure più stretto per via dei bracci del baule che rientrano sui fianchi, e pur avendo un gancio per i sacchetti e una reticella laterale, è sottotono considerando il lignaggio dell’auto.

Di ben altra fattura quello della Avant, con ganci per reti, rotaie per divisori, fasce elastiche sui lati ed una illuminazione a LED molto efficace; il tendalino si alza elettricamente insieme al portellone, può essere ripiegato ed è integrato da una rete che funge da divisorio con l’abitacolo.

Alla fine possiamo dire che una A6 berlina ben accessoriata, quindi mettendo mano forte al portafogli (per via del listino tipicamente teutonico) che ne porti il prezzo ad avvicinarsi ad una A8, un motore 50 TDI e la trazione Quattro, la rende una perfetta ammiraglia confinata a poco meno di cinque metri, e sarebbe per linea e prestazioni, l’auto giusta da scegliere, optando per la A8 per una mera questione di spazio per i passeggeri posteriori e qualche optional in più. Per molte cose, le due auto sono sovrapponibili. Per chi ha bisogno di bagagliaio, basta scegliere la Avant.

La vera star della presentazione però è la Q8, il primo SUV coupé di Audi; è sviluppato sulla stessa scocca di A7, A8, Q7, Bentley Bentayga, Lamborghini Urus, sulla piattaforma MLB evo (Modularer Längsbaukasten, Modular Longitudinal Matrix), che in versione un po’ più corta sostiene anche la A6.

Non che ne abbia bisogno, l’ambiente della presentazione la rende parecchio scenografica: ha un design che deriva dalla E-Tron, con un muso molto massiccio ed aggressivo; la calandra, qui più estesa che in altri modelli Audi, ha una cornice nera che la rende ancora più prominente, e le griglie sono state volutamente create più larghe per dare un senso di tridimensionalità; sulla parte superiore, si scorgono bene i radar (un po’ esposti agli urti, che appunto dovrebbero prevenire ed evitare) del sistema anticollisione e per il cruise control adattivo.

Il muso, che è anche molto alto, è in contrasto con il resto della linea che, essendo molto pulita come tutte le Audi, degrada verso la coda; anche qui troviamo una striscia ad unire i fianchi posteriori, ma in questo caso a LED che si integra con le luci di posizione e gli stop.


 
 

Caratteristica di molte SUV coupé, sono i finestrini senza cornice (detti “a giorno”), che alleggeriscono visivamente la linea e migliorano sensibilmente l’aerodinamica (mentre il risparmio di peso è praticamente ininfluente su un corpo vettura di 2145 kg dichiarati); ci saremmo aspettati gli specchietti sulle portiere anziché sul triangolo del montante, e questo ne peggiora sensibilmente la visibilità dal posto guida; abbiate pazienza, quando le normative del Codice della Strada lo permetteranno, arriveranno gli specchietti virtuali della E-Tron, molto più compatti.

L’interno sull’anteriore mostra la stessa impostazione della plancia della A6, perciò valgono le stesse ottime considerazioni di cui sopra; viceversa, a cambiare radicalmente la comodità delle sedute, che come su tutte le SUV, sono rialzate e quindi confortevoli per viaggiare e per la visibilità. Dietro, per via del padiglione alto, si ha un ottimo spazio per la testa, e siccome il passo di 2995 mm è lo stesso della A8, anche le gambe dei più alti non hanno problemi di spazio. Idem dicasi per lo spazio in larghezza, che con un esterno di 2 metri esatti, permette a tre persone di non interferire troppo con le spalle.

Per via della scocca alta, il tunnel centrale è abbastanza incassato, e si ha comunque una buona ariosità per via dei finestrini laterali molto alti. Giudichiamo l’abitabilità della Q8 davvero ottima, seppur favorita dalle dimensioni esterne molto generose.

Il bagagliaio da 605 litri è frazionato 40:20:40, ha le stesse comodità ed accessori della A6 Avant e, nel doppio fondo, permette di collocare un ruotino di scorta di dimensioni comunque generose. Abbattendo i sedili si arriva a 1755 litri dichiarati.


 
 

Abbiamo lasciato per ultimi i motori, poiché accomunati dalle stesse tecnologie: per la prima volta infatti, un’intera gamma di auto viene presentata con motori diesel ibridi. Ci spieghiamo meglio: tutti i motori diesel di A6 e Q8 (e non solo), hanno un motore/generatore elettrico supplementare da 13 CV collegato al motore tramite una cinghia e puleggia.

In realtà, il mondo dell’ibrido è molto vario, e può comprendere diverse varianti: questa è la versione base, chiamata Mild Hybrid da Audi (sebbene possa essere considerata un micro ibrido), poiché il motore elettrico non muove in autonomia l’auto né alla partenza né alle basse velocità; è una sorta di start and stop evoluto, che si attiva già da 22 km/h, permette di scollegare il motore dalle ruote per veleggiare tra i 55 e 160 km/h, e come generatore può recuperare fino a 12 kW. In base alle informazioni di navigatore e radar per i veicoli che precedono, decide se veleggiare a motore spento o recuperare energia.

È alimentato (e ricarica) da una batteria agli ioni di Litio e presenta una tensione di 12 V sui diesel 4 cilindri 2 litri, e 48 V sui 3 litri V6; quest’ultimo impianto sarà usato da Audi per la sua prossima generazione di turbo elettrici e per alimentare le utenze più energivore dei suoi veicoli, aumentandone l’efficienza.

Il cambio automatico, sulle versioni 40 TDI a quattro cilindri, è il collaudato S Tronic doppia frizione a sette rapporti, mentre sulle V6 turbodiesel c’è il Tiptronic con convertitore di coppia ad otto marce; in realtà quest’ultimo è il lodato ZF montato su tanti altri modelli Audi e non solo.

Audi quindi ha deciso di non puntare per ora sullo sviluppo di full hybrid, ma ha preferito mantenere l’uso di turbodiesel più efficienti (e comunque più adatti a muovere auto di dimensioni elevate) per poi in un futuro passare più velocemente all’elettrificazione completa.


 
 

Quello che però è apparso evidente dalla presentazione delle A6 e Q8, è il grande impulso dato ai sistemi di sicurezza per l’assistenza alla guida: se le A6 possono dotarsi di frenata automatica, cruise control adattivo e riconoscimento pedone, sistemi che ormai siamo abituati a vedere anche su auto ben più piccole, la Q8 presenta un sistema più evoluto che, quando le leggi lo consentiranno, scambierà dati con altre auto e le infrastrutture stradali.

Il sistema Audi Connect infatti permetterà di scambiare informazioni sul tragitto, posizione, velocità e altro con altre vetture Audi (e successivamente tutte le altre auto) e le infrastrutture, per gestire meglio il traffico ed aumentare la sicurezza attiva; il processo di scambio dati prende il nome di Audi Car-to-X, a significare il futuro dialogo che le vetture Audi avranno con l’ambiente che le circonda.

Chiudiamo quindi la presentazione con una bella impressione sull’innovazione tecnologica che A6 e Q8 portano, e lasciamo i prezzi:

  • A6 berlina parte da 60400 euro per la versione 45 TDI esposta, mentre la Avant da 62800 euro.
  • Q8 parte da 78450 euro, e da 86500 per la versione Sport.

Di Andrea, Luca, Matteo

Si ringrazia l’azienda Novello – Case In Legno e la concessionaria Audi Zentrum Varese per averci ospitato durante l’evento di presentazione delle nuove Audi A6 e Q8.

[Foto e video: Novellocaseinlegno.it; Automobilissimo.com]