Auto usate: come capire il loro stato di salute

Stai sfogliando le pagine (o le pagine web) del tuo giornale d’annunci preferito e, guarda caso, hai trovato l’auto dei tuoi sogni nella sezione dell’usato? Sono contento per te! Magari ha anche una carrozzeria immacolata e degli interni tenuti come se fossero le stanze private di un Maharaja, bene! Ed il tutto ad un prezzo accessibile alle tue tasche? Meglio ancora.

Penso che, quando ti accingerai a comprarla, l’ultima cosa che tu vorrai sarà quella di vederla cadere a pezzi dopo pochi km dall’acquisto, o spendere di più in riparazioni che nell’acquisto dell’auto stessa o peggio ancora trovarti a viaggiare su una vettura dalla dinamica compromessa ed in condizioni precarie di sicurezza.

Purtroppo, come puoi immaginare, le auto sono composte da migliaia di componenti, e non tutti sono raggiungibili ed ispezionabili, e soprattutto non tutti siamo provetti meccanici pronti a smontare tutto ciò che ci passa sottomano. Esistono però dei semplici trucchetti, alla portata di tutti, attraverso i quali si può avere un’idea generale dello stato di conservazione della meccanica del veicolo, anche in quelle parti non facilmente controllabili.

Ho segnalato per ognuna di queste operazioni un tempo indicativo in minuti, così che tu ti possa rendere conto della facilità delle operazioni che ti sto proponendo, e possa organizzare al meglio il lavoro.

A motore spento

  • Assetto

Gomme (5 min): sì lo so, se le gomme sono usurate si possono cambiare, però prima di farlo, controlla la loro usura: può essere indice di problemi all’assetto.

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Un consumo accentuato della spalla (la parte più esterna della gomma), ma con il battistrada (la parte centrale, dove tocca terra) ancora intatto, è sintomo di problemi alla convergenza ruote, o di una guida particolarmente aggressiva da parte dell’utilizzatore (ma quindi non è stata usata solo da sua nonna come ti ha raccontato?). Se è invece consumata una spalla sola, (interna o esterna che sia) è la campanatura ad avere dei problemi. In ognuno di questi casi la ruota non rispetta gli angoli caratteristici, cioè non appoggia correttamente sull’asfalto, con conseguente diminuzione di tenuta di strada, allungamento degli spazi di frenata e riduzione della vita degli pneumatici. Poco male comunque, la riparazione si effettua con una cinquantina di euro dal gommista.

Più problematica invece è l’usura a chiazze, può trattarsi nella migliore delle ipotesi di un problema di bilanciatura, (risolvibile come sopra) ma nel peggiore dei casi può essere sintomo di malfunzionamento della sospensione. Questo è un problema molto grave in grado di compromettere la sicurezza di marcia, oltre che il portafogli del malcapitato. Come discernere in quale dei due casi ci troviamo? Dovrai pazientare ancora un po’, almeno finché non metteremo in moto l’auto. Ma facciamo le cose con ordine.

Ammortizzatori (1 min): questo è un test molto breve, ma che ti darà un’idea sullo stato di usura dall’ammortizzatore. Premi con forza sul cofano verso il basso in modo da far abbassare la vettura, rilascia, e controlla che l’auto torni in posizione senza oscillare, ma arrestandosi in posizione una volta tornata dritta. Mi spiego meglio: hai presente una molla? Se la comprimi e poi la rilasci, non si fermerà subito appena ridistesa nella posizione iniziale, ma ci arriverà attraverso oscillazioni sempre più piccole fino a fermarsi. Questo l’auto non lo deve fare!! Una volta rilasciata deve salire verso la posizione in cui si trovava prima che ti ci appoggiassi sopra, e rimanere ferma lì! Se oscilla gli ammortizzatori sono scarichi e vanno sostituiti, pena un grave calo nella sicurezza e confort di marcia. Ripeti questa operazione anche al posteriore.

  • Motore

Olio (5 min): questo capitolo può sembrare banale, chi non ha mai estratto l’asticella per controllare il livello? In realtà anche durante questa banale operazione esistono un paio di trucchetti per scovare possibili malfunzionamenti di quello che è il cuore dell’automobile. Cominciamo dalle basi, estraete l’asticella e….  No, non pulirla come sarai abituato a fare, prima osservala.

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Tappo rabbocco olio motore
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Asta livello olio
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Asticella controllo livello olio

Deve essere sì sporca d’olio, ma non incrostata o melmosa. Nel primo caso si tratta di olio bruciato: significa quindi che il motore è stato surriscaldato, quindi la temperatura ha letteralmente cotto il lubrificante; non so te, ma io storcerei il naso di fronte ad un’auto che ha subito un simile trattamento. Nel secondo caso si forma una sostanza giallognola-marroncina dalla consistenza melmosa, che altro non è che un’emulsione di acqua e olio.

Esempio di emulsione dovuta a miscelamento di olio e liquido di raffreddamento

Ma come c’è arrivata l’acqua nel mio olio? Ci sono due possibilità: o è condensa, o proviene dall’impianto di raffreddamento. Nel primo caso potrebbe essere solo sintomo di utilizzo sporadico dell’auto, e per brevi tragitti in inverno, si risolve con un cambio dell’olio, nel secondo potrebbero essere la guarnizione di testa bruciata, lo scambiatore di calore forato, o addirittura potrebbero esserci fessure nella testa o nel blocco motore. Se vuoi essere ancora più sicuro, apri il tappo dell’olio: è nero o giallo, spesso visibile, e con il simbolo dell’olio motore disegnato sopra; controlla che non vi siano accumuli di questa sostanza (perché tende a condensare lì), e se riesci a guardare dentro con una torcia, controlla anche che non ve ne sia sulla superficie dell’olio.

Vaso di espansione liquido di raffreddamento motore
Vaso di espansione liquido di raffreddamento motore

Acqua (2 min): apri il tappo per il rabbocco dell’acqua del radiatore, di solito è colorato, ben visibile e alla sommità di un piccolo serbatoio trasparente; puoi riconoscerlo dal simbolo del refrigerante disegnato sopra, come visibile in figura. Controlla che dentro ci sia solo acqua o fluido refrigerante (chiaro e semitrasparente) e non tracce di olio (scuro), sia nell’acqua che sui bordi del serbatoio. Se c’è presenza di olio, allora c’è una grossa possibilità che i danni precedentemente descritti siano presenti, quindi il motore non è assolutamente in buono stato.

Scarico (5 min): se hai la possibilità di guardare sotto l’auto, percorri con l’occhio tutto il tubo di scarico. Un po’ di ruggine è fisiologica, ma guarda che questa non stia squamando il metallo nei punti critici quali curve e giunzioni, altrimenti ti potresti ritrovare presto con la marmitta bucata.

Candele: non indico il tempo per questa operazione perché dipende molto dall’accessibilità delle stesse nel vano motore, non farebbe neanche parte di questa guida visto che prevede lo smontaggio di più parti e nessuno ti permetterà mai di farlo prima di averti venduto l’auto, ma ho preferito inserirlo, innanzitutto perché si tratta del componente più ricco d’informazioni che possiamo trovare sotto il nostro cofano; secondo, così se qualcuno volesse cimentarsi nell’impresa…

A seconda del colore assunto dagli elettrodi della candela possiamo capire a grandi linee il funzionamento del nostro motore.

Iniziamo a dire che tutte le candele devono presentarsi circa dello stesso colore. Di norma la colorazione ottimale dell’elettrodo centrale è il marroncino, questo è sintomo di buon funzionamento. Se invece è nero e fuligginoso, vuol dire che la miscela è troppo ricca, ergo ci sono problemi all’alimentazione. Stesso problema se è completamente bianco all’interno ma ci sono bruciature sul bordo esterno della candela perché la miscela è troppo magra. Se è oleosa o con depositi neri vuol dire che sta trafilando olio nel vostro motore, di solito attraverso le guide delle valvole, quindi il loro stato di usura è avanzato (io diffiderei da questo tipo di motore). Se sono bagnate d’acqua vuol dire che la guarnizione di testa è bruciata quindi c’è acqua nel motore, se gli elettrodi sono corrosi (soprattutto quello superiore), fusi o danneggiati meccanicamente, vuol dire che c’è detonazione, preaccensione o addirittura che c’è stato un impatto sulla parte superiore della candela… fuggi da questi motori.