Torino – un bollino per le auto diesel?

Dopo una breve parentesi sulle nuove regole dell’Area C di Milano, e da poco entrate in vigore, anche la città di Torino è all’opera per studiare il sistema di dare un ulteriore giro di vite ai veicoli.

Data anche la particolare stagione invernale appena trascorsa, in cui nel Nord Italia, tra Torino e Venezia non si sono registrati fenomeni di precipitazioni per oltre 50 giorni consecutivi, i livelli di inquinamento sono saliti alle stelle nelle principali metropoli, soprattutto (in base alle rilevazioni delle centraline Arpa sul territorio) per quanto riguarda il particolato fine, PM10 e PM2.5; siccome, considerando i trasporti, sono emissioni caratteristiche dei motori diesel senza adeguati filtri, è normale che le nuove leggi allo studio saranno predisposte per colpire questa categoria di motori.

bollino torino

L’amministrazione Cinquestelle, gestita dal sindaco Chiara Appendino, ha proposto nuove giornate di blocchi del traffico (ancora da definirsi, e soprattutto in base alle necessità), in cui i veicoli non autorizzati a circolare saranno facilmente identificabili dalle Forze dell’ordine tramite un apposito bollino colorato adesivo da applicare al parabrezza. Tale obbligo sarebbe studiato solo per auto, furgoni e camion con motore a gasolio, e il colore ne identificherà la normativa di appartenenza in fatto di emissioni. Esiste tuttora il sistema di identificare la situazione Euro X dei veicoli, dato che le Forze dell’Ordine tramite volanti ed Autovelox hanno la possibilità di risalire a questo dato dalla Banca Dati del PRA. La motivazione di tale bollino è dovuta al fatto di rendere immediatamente identificabile il veicolo alle autorità di vigilanza, senza dover ricorrere ad accertamenti telematici. E, rispetto a molte rilevazioni da remoto (quelle più usate oggigiorno), sarà possibile fermare
direttamente il mezzo incriminato e sanzionare il conducente sul posto.

bollino torino

Questa idea non è nuova, in quanto a Parigi dall’inizio del 2017 è stato applicato un sistema simile, che prevede l’applicazione di bollini colorati sul parabrezza, e recanti la classe di inquinamento di appartenenza. Rispetto alla proposta torinese, che coinvolgerebbe solo i diesel, nella Ville Lumière tale obbligo riguarda tutti i veicoli a motore, senza eccezioni di alimentazione o classe di inquinamento, compresi i full electric (che hanno il loro bollo con colore e serigrafia dedicati).

Ritornando alla proposta dell’amministrazione di Torino, essa è per ora allo studio del Comune e dovrà essere approvata in forma ufficiale. Cogliamo l’occasione per discutere di alcuni punti sull’applicabilità:

  • Questo bollino avrà un costo, di cui per ora non si sa nulla, ma che ragionevolmente non dovrebbe superare la decina di euro, se solo di un bollino di carta si trattasse. Se invece dovesse essere un elemento speciale, come quello adottato sulle autostrade elvetiche per il pedaggio, quindi riconoscibile dalle apparecchiature elettroniche di controllo ai varchi, peraltro già esistenti nelle aree ZTL della città, il prezzo certamente aumenterà. Questo naturalmente, per ogni veicolo diesel che si ha in casa (o in azienda, quindi fate voi i conti delle spese in più da sostenere).
  • Bisognerà specificare se, una volta acquistato il bollino, il pagamento andrà rinnovato annualmente, oppure no (il buon senso dice che, una volta applicato sul vetro dell’auto, ci rimane finché questa viene radiata – poiché la normativa anti inquinamento del suo motore non cambia – e perciò nessun altro importo nel tempo dev’essere richiesto; nulla può vietare alle amministrazioni, per rimpinguare le casse comunali, di trasformare il bollino in un servizio che quindi richiede un pagamento annuale.:.)
  • Il bollino dovrà essere acquistabile presso edicole, rivendite, tabaccherie e bar per essere veramente usufruibile al pubblico, di modo da non costringere eventuali automobilisti a rimanere a casa la domenica, poiché sprovvisti del bollino e quindi impossibilitati a circolare. E’ facile dire che ci si organizza per tempo se le cose si sanno, però un’emergenza è sempre dietro l’angolo e il disagio sarebbe non trascurabile.
  • Molto spesso si considera il problema rispetto ai cittadini e ai pendolari che, con un po’ di anticipo, si possono premunire per tempo ed acquistare i bollini necessari. Per coloro invece che necessiteranno di transitare nella metropoli di Torino una o poche volte invece? Saranno costretti ad acquistare il bollino come tutti gli altri, con i relativi costi?
  • Il bollino sarà obbligatorio su tutti i veicoli diesel, inclusi quelli Euro 5 ed Euro 6, che per ora non rientrano in restrizioni particolari, costringendo anche i loro proprietari a pagare per poter circolare?
  • Poi rientriamo nell’argomento sanzioni: essendo un obbligo, sicuramente il non adempimento produrrà delle multe nei confronti di chi non si è attrezzato con il bollino, oltre alla contravvenzione e al divieto di transito se quel veicolo è interdetto al traffico in quel giorno. La sanzione ricadrà certamente su tutti i veicoli per cui è obbligo averlo (pertanto, se coinvolte, anche le vetture con filtro antiparticolato), ma sarà obbligatorio esporre il tagliandino solo nei giorni di blocco, o le autorità potranno eseguire controlli in ogni momento?
  • L’applicazione del bollino sarà sicuramente compito di proprietari e conducenti dei veicoli diesel, pertanto dovranno sapere che bollino serve, guardando sulla carta di circolazione, o controllando la scheda del veicolo sul portale online dell’Aci (tramite la targa). Questo richiederà di conoscere in che normativa Euro X si ricade, e saper interpretare il codice scritto sulla carta di circolazione. Sembra facile in teoria, ma ancora oggi una buona fetta degli automobilisti non sa né in che direttiva si appartiene, né tantomeno dove andare a recuperare i dati. Pertanto, se entrerà in vigore il bollino, i primi tempi saranno confusionari per via di automobilisti in difficoltà, con tutti i pericoli di sanzioni del caso.
  • Come ultima cosa, riprendendo il punto precedente, sta nei conducenti e proprietari avere il compito di rispettare la legge. E non ci riferiamo a coloro che, nell’ignoranza, useranno il bollino sbagliato, ma a chi di proposito ne userà uno diverso per aggirare la norma e circolare ugualmente. A questo punto, saranno sicuramente previste multe elevate e fermi del veicolo per scongiurare il dilagare di questi episodi. Però come faranno le Forze dell’Ordine a distinguere chi ha confuso il bollino con chi lo ha fatto deliberatamente di proposito? Pertanto, a tutti gli automobilisti onesti, consigliamo di fare particolare attenzione per evitare problemi che potrebbero andare al di là della semplice multa.

Come secondo passo allo studio del Comune, in concomitanza con la Regione Piemonte e la Città Metropolitana di Torino, dai proventi dei controlli che verrebbero effettuati grazie al bollino colorato (e soprattutto, i fondi regionali, molto più sostanziosi), vi sarebbe l’idea di introdurre gli ecoincentivi per cambiare auto. Da una stima prodotta alcuni mesi fa, si calcola che nella regione Piemonte vi siano circa 200000 veicoli a gasolio appartenenti alla categoria Euro 3 o inferiori; pertanto senza filtro antiparticolato, e con le conseguenti immaginabili emissioni di PM. L’amministrazione starebbe vagliando un contributo forfettario di circa 3000 euro a vettura, per l’acquisto di un nuovo con una direttiva ambientale più rispettosa. Due conti stimerebbero in 600 milioni di euro i contributi che la regione dovrà stanziare per attuare questo piano. In questo caso, si applicherebbero le modalità degli ecoincentivi statali, rendendo tale provvedimento completamente distaccato dall’adozione del bollino ambientale.

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In conclusione, ancora poco si sa di cosa verrà deliberato dal consiglio comunale torinese, ma abbiamo voluto sottoporre all’attenzione di automobilisti (e, si spera, che anche qualche legislatore se ne accorga), alcuni punti critici, pratici e nell’interesse della collettività che andranno studiati attentamente. Non ci piace usare luoghi comuni, ma spesso la normativa italiana pecca, oltre che di trasparenza, anche come copertura di tutte le casistiche possibili, e ci auguriamo che l’amministrazione del sindaco Appendino valuti bene questa norma fin nel minimo dettaglio.

Naturalmente, continueremo a tenervi informati sulla vicenda del bollino di Torino.

di Matteo

[Foto: Comune.torino.it, ilquotidianopiemontese.it, centrometeoitaliano.it, Torinotoday.it]