Piccole grandi auto: le nuove “mini” ammiraglie?

seat ibizacity car

Come molti di voi sapranno, il 31 Gennaio è stata presentata al pubblico la Nuova Seat Ibiza, che ha subito stupito per le sue linee da auto di categoria superiore, un design sportivo e che ricorda molto la sorella maggiore Seat Leon, mostrando un salto generazionale elevato rispetto alla già molto buona Ibiza della serie precedente e facendo capire come il gap tra le cosiddette utilitarie (auto di segmento B) e le relative sorelle maggiori del segmento C (ma non solo, vale anche per gli altri segmenti, come vedremo in seguito), sia sempre più sottile e spesso ridotto ad una mera questione di dimensioni, esterne ed interne.

seat ibiza interniseat ibiza volante

Le auto di segmento C infatti sono ovviamente più spaziose, ma la qualità costruttiva e degli interni non è più così lontana tra le due categorie e lo si nota molto bene guardando le immagini degli interni delle due sorelle della casa Spagnola (ormai Tedesca dato che, come tutti sanno, è di proprietà della Volkswagen, con la quale condivide parti meccaniche). Si nota infatti una grande qualità per entrambe, tale per cui solo chi è appassionato e fa caso ai dettagli potrà capire quale delle due è la Leon (immagine a destra) e la Ibiza (a sinistra). Anche le dotazioni ormai si equivalgono, con climatizzatore automatico bizona, navigatore touch-screen, cambio automatico (anche se la maggior parte delle cose sono optionals, ovviamente, ma già il fatto che siano disponibili per entrambe è una cosa inimmaginabile fino a qualche anno fa). Stesso discorso per quello che (fortunatamente e finalmente) riguarda la sicurezza attiva e passiva, con la possibilità di avere ad esempio l’active city brake su entrambe, in modo tale da diminuire i rischi di tamponamento (sistema che sta iniziando ad essere di serie su tutte le city car, ottima cosa dal punto di vista della sicurezza), oltre a tutti i sensori di ultima generazione.

Tutto questo mi ha fatto sorgere una riflessione, che vorrei condividere con voi.

Io stesso ho potuto notare sulla mia pelle questo cambiamento, in quanto possessore di una Golf MK6 prima e di una MK7 adesso, ed il salto tra le due vetture relativo al design e soprattutto alla qualità degli interni, intesi come materiali e assemblaggi, è molto elevato. Ma ho avuto la possibilità di usare ed analizzare anche la sorella minore Volkswagen Polo; ebbene, la qualità non si discosta tantissimo ormai, segno che le case automobilistiche hanno compreso l’importanza di dare ai propri clienti auto di qualità premium anche nelle loro versioni più piccole. Il concetto di ammiraglia è sempre presente nei parchi auto dei vari marchi, ma dal mio punto di vista se ne sta creando un altro, quello delle mini” ammiraglie. È ormai abbastanza comune infatti ritrovare tecnologie (anche e soprattutto per la sicurezza), materiali e qualità che fino a pochi anni fa erano ad esclusivo appannaggio delle vetture di classe più elevata e costosa, anche su auto di segmento B.
Segno di un’epoca che cambia, segno di una nuova generazione di idee che mirano ad un elevato comfort e qualità a bordo delle vetture, a prescindere dal segmento a cui appartengano. Ovvio, le auto di segmento Premium saranno sempre un passo avanti (avete visto la nuova Mercedes Classe E? per non parlare della Classe S, o della BMW serie 5/7, Audi A6/A8… beh, avete capito dai…) ma personalmente apprezzo ed ammiro molto la tenacia e la volontà delle case automobilistiche di offrire comfort di alto livello su vetture dai prezzi abbordabili (che alla fine sono le più vendute sul mercato, quindi sono quelle che creano i maggiori guadagni per le case; maggiore qualità = maggiori vendite = maggiori guadagni = maggior possibilità di investire su nuove auto e nuove tecnologie per migliorare sempre di più, ma ovviamente non vi sto raccontando nulla di nuovo).

mercedes classe
visione laterale della Classe C (in alto), Classe E (al centro) e Classe S (in basso), classico esempio di family feeling

Parliamo un po’ del design: partendo dal concetto del così detto “Family Feeling”, cosa si intende con questa definizione? Queste due parole indicano una caratterizzazione estetica attuata dalle case automobilistiche sulle proprie vetture in modo tale da renderle subito riconoscibili. Ma questo a cosa porta? A macchine che, soprattutto nella vista frontale, sembrano tutte uguali identiche. È un bene o è un male? Entrambe le cose.

Prendete le Audi, con il loro “Single Frame”, o la Mitsubishi. Per non parlare della Mercedes, che ha esteso il family feeling a tutta la gamma (guardate una classe C, E ed S, oppure una C coupè, una E coupè o una S coupè. Noterete che sono una il formato in scala dell’altra). È forse sintomo di una mancanza di originalità? Chi può dirlo. Di sicuro però il lato positivo è che una classe C sembra in tutto e per tutto una S, quindi si ha la sensazione di un’auto di categoria superiore.
La stessa cosa si ha con la Seat Ibiza e la sorella maggiore Leon, oppure tra la Volkswagen Polo e la Golf. Quindi queste che abbiamo definito “mini ammiraglie” dimostrano come le case siano intenzionate a porre molta attenzione a tutta la propria gamma di veicoli offerti, unendo praticità, eleganza e sicurezza e mettendole non più ad appannaggio solo di chi poteva permettersi di spendere molti soldi per comprare un veicolo di un certo livello, ma anche a chi cerca un veicolo di classe “inferiore”, ma comunque dotato di comfort, finiture e materiali di livello.

Dopo questo ragionamento, la conclusione che ho raggiunto è che questa “mancanza di inventiva” nello stile dei vari modelli delle case automobilistiche èun peccato, perché rende tutto quasi uguale, ma è anche una fortuna, perché appunto rende tutto quasi uguale. Sembra un controsenso, ma a costo di avere un design esterno più “banale” io preferisco godere di un maggior comfort interno, migliori materiali ed assemblaggi, godermi una vettura che sia comoda, silenziosa, senza scricchiolii o rumorini senza dover per forza comprare un auto di categoria alta, cosa che purtroppo era impensabile fino a qualche anno fa sulle auto non Premium.

Però… sì, c’è un però. Anzi, in realtà ne ho trovati due: il prezzo e le dimensioni. Purtroppo tutto questo vantaggio in termini di comodità ha portato ad un aumento generale del prezzo e, soprattutto nelle city car, delle dimensioni. Ma in molti casi, soprattutto il prezzo non è eccessivo (escluse ovviamente Fiat 500 e Mini Cooper, ammiraglie anche nel prezzo perché molto di moda) e, sempre secondo me, giustificato dall’aumento della qualità globale della vita a bordo; stesso discorso per le dimensioni. Quindi, almeno dal mio punto di vista, sono contento della nascita ed evoluzione di queste nuove “mini” ammiraglie, sempre più di classe, comode e sicure.

di Andrea

[Immagini: NetCarShow, autonetmagz.net]