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Fiat punto: zero stelle nel crash test EuroNCAP

Se bazzicate siti di auto sicuramente l’avrete letto, la Fiat Punto, nata nel 2005 e ormai giunta nella fase terminale del suo ciclo di vendite, è stata sottoposta a crash test dall’EuroNCAP (l’ente europeo per la sicurezza passiva ed attiva del settore automobilistico) alcuni giorni fa (qui trovate la scheda del modello).

“Dovendo fronteggiare con un mercato competitivo e i gusti mutevoli dei clienti, sempre più costruttori scelgono di allungare la vita dei loro modelli, spesso introducendo solo modifiche minori per spingere le vendite. Per consentire ai costruttori di fare un paragone corretto con i modelli nuovi, l’EuroNCAP ha aggiornato le valutazioni di numerosi modelli recentemente oggetto di facelift”

Ecco spiegato perché EuroNCAP ha voluto testare nuovamente la compatta torinese.

Perché fa così scalpore? Perché è stato il primo modello di auto ad infrangere il record negativo (peraltro detenuto fino a poco tempo fa da un’altra italiana, la Fiat Seicento, che resisteva con la sua stella dal 1998), e a totalizzare ZERO punti.

 “Il fatto che auto più vecchie non possano competere”, ha commentato Michael Van Ratingen, segretario generale EuroNCAP, “mostra il livello raggiunto dall’industria automobilistica e l’abilità delle case di raggiungere gli standard più alti. Chi non riesce a restare al passo viene lasciato indietro, come mostrano chiaramente questi risultati”.

E’ un risultato a dir poco allarmante, che però va analizzato nel dettaglio e facendo opportune considerazioni.

Partiamo dalla genesi: la Fiat Punto (o Grande Punto per essere corretti) è stata presentata 12 anni fa al momento in cui scriviamo, nel 2005, ed è tuttora l’unica auto con lo stesso pianale, struttura ed accessori, ad essere ancora in produzione.

Nata sul pianale SCCS (acronimo di Small Common Components Systems), nel 2005 fu sottoposta una prima volta al crash test EuroNCAP (qui trovate la scheda), risultando la prima auto di segmento B ad ottenere le 5 stelle, sì cinque piene. Con un punteggio di 33/37, era risultata un’auto validissima sotto il profilo della protezione contro incidenti.

12 anni passano, e per un’auto possono rappresentare un’enormità: 12 anni fa non esistevano (o almeno, non sulle auto comuni) accessori e sistemi di assistenza attiva alla guida, l’ESP non era obbligatorio e anche i crash test di EuroNCAP erano diversi. Evolvendosi la sicurezza, si sono evolute anche le prove di urto.

All’epoca l’EuroNCAP dava un punteggio in 37esimi, dato esclusivamente dalle prove d’urto frontale (disassato con il 40% di offset), laterale e palo, pedone. Il voto in stelle poi era mediato in base alla fascia di segmento dell’auto. Ecco spiegato perché la Punto, pur non raggiungendo 37/37, aveva comunque 5 stelle in pagella.

Oggi il crash test prevede anche l’urto frontale completo, la velocità di impatto frontale è aumentata da 56 a 64 km/h (del 10%, che per le sollecitazioni dell’auto sono un aumento di tipo quadratico), e la prova del colpo di frusta (usando sedile e poggiatesta). Il risultato delle prove d’urto però copre al massimo solo tre stelle delle cinque totali, perché le altre sono riferite a tutti i sistemi di assistenza attiva alla guida, come il regolatore di velocità attivo, la frenata automatica con riconoscimento pedone, avviso cambio di corsia, rilevatore di sonno, e così dicendo fino alle piccolezze come il segnale acustico per le cinture non allacciate.

La Punto: pianale introdotto con lei nel 2005, la versione provata disponeva di sei airbag (frontali, laterali e a tendina), barre antintrusione nelle portiere e crash absorbers nei pannelli porta (in gergo “spintori pelvici”), pretensionatori e limitatori di carico sulle cinture anteriori, ISOFIX sui sedili posteriori, airbag ginocchia guidatore come optional, oltre ad elementi come ABS, ESP, ASR (controllo di trazione), MSR (controllo coppia motrice in rilascio) che però non concorrevano al voto.

Poiché ben poche piccole all’epoca avevano tutto questo ben di Dio, risultò naturale ottenere un risultato lusinghiero.

La Punto oggi: due airbag, solo frontali, ABS ed ESP, ASR,MSR, nessun sistema di assistenza alla guida, tranne il cicalino delle cinture.

Due airbag perché la Punto viene prodotta anche in versione Van con due soli posti e vano posteriore separato con una piastra, perciò non è possibile montare gli airbag laterali e a tendina usati nella versione normale, e siccome la normativa europea lo permette, nessuno si sogna di investire soldi per sviluppare degli airbag ad hoc (cosa che comporterebbe anche un aumento nel prezzo di listino, che nel caso delle auto commerciali va tenuto il più basso possibile…).

Il solo avere due airbag frontali ha comportato che le prove laterali si sono risolte in un disastro (la prova palo non è stata nemmeno effettuata poiché senza airbag è inutile), mentre l’aumento delle velocità di impatto ha fatto nascere delle problematiche che prima non c’erano, come il piantone dello sterzo troppo vicino al busto, e parti dell’abitacolo piuttosto contundenti (soprattutto le parti di sostegno sotto la plancia). Per il resto, pianale e cellula di sopravvivenza dell’abitacolo hanno retto piuttosto bene le prove d’urto, a bontà della qualità del progetto originario. Onestamente, qualsiasi auto moderna dotata dei soli airbag frontali farebbe un punteggio bassissimo.

Secondo il segretario dell’ente dei crash test, se la Punto avesse avuto una dotazione di sicurezza passiva (leggi: airbag) come il modello provato nel 2005, avrebbe potuto raggiungere facilmente le due stelle (su 3), che nel comportamento passivo sarebbe stato un risultato mediocre.

Per fare un paragone, la Giulietta ha preso 3 stelle per via del pianale più moderno (e perché comunque è di un segmento superiore alla Punto), però le altre due stelle le ha perse per la scarsa dotazione di sicurezza attiva (come si può vedere dalla prova originaria del 2010, quando tutto il punteggio era funzione della protezione contro urti, dove aveva preso 5 stelle)

In sostanza la Punto si è giocata una stella (su 3) per motivi di anzianità del progetto e di maggior severità dei crash test (e ci mancherebbe…), e altre due per la mancanza di qualsiasi ausilio all’assistenza di guida. E le due teoriche sulla sicurezza passiva?

Secondo metodologia EuroNCAP (che può piacere o meno, è tutt’oggi un nodo molto discusso), se un’auto fallisce una delle quattro prove principali (adulti, bambini, pedoni, o sistemi di sicurezza attiva), le altre tre non vengono considerate e si assegna il minimo di default (zero punti). Nel caso della Punto, la totale assenza dei sistemi attivi ha decretato il risultato.

Non voglio dilungarmi sulla scenata mediatica da parte dei giornali tedeschi che ne è conseguita, non mi va e francamente è inutile cercare di avere sempre ragione. Preferisco fare alcune riflessioni sulla cosa.

Non sono né sostenitore né detrattore della Punto o di qualsiasi altro modello di automobile, semplicemente mal sopporto che dei risultati di una prova vengano usati da una fazione o l’altra come più fa comodo per demolire il nemico (e far credere alla gente quel che si vuole).

Mediaticamente la Fiat Punto ne ha guadagnato l’immagine di vettura progettata e costruita male (e a dimostrazione del clamore, basti pensare che il video dell’EuroNCAP ha fatto mezzo milione di views su Youtube dopo due giorni dalla pubblicazione, la stessa cifra del crash test della Grande Punto fatta in 12 anni), cosa non vera in quanto nel crash test d’esordio (i criteri di sicurezza passiva non hanno fatto chissà quale salto in avanti da allora, almeno non in proporzione tra quello che accadde tra auto del 1995 e quelle del 2005 per intenderci) il risultato fu molto positivo.

E’ una questione di fattori molteplici che non permettono in alcun modo di fare un confronto diretto, in quanto:

  • La Punto è l’unica auto sul mercato ad essere messa in produzione 12 anni fa, e quindi sconta l’anzianità
  • Il progresso sulla sicurezza, soprattutto i sistemi attivi, è stato gigantesco; come già detto, tali sistemi 12 anni fa erano ancora di là a venire
  • Le prove d’urto sono di una buona percentuale più severe
  • Le prove EuroNCAP prima tenevano conto solo dell’urto, ora anche dei sistemi di assistenza e della dinamica di marcia (questa voce pesa il 40% del punteggio)
  • L’allestimento della Punto del 2005 era molto più fornito (soprattutto di airbag) di quella del 2017

E quindi? Tutte chiacchiere al vento quelle di EuroNCAP? Al contrario: Van Ratingen ha detto il vero affermando che il ciclo di produzione della Punto ha fatto il suo tempo e deve essere rimpiazzato, è cosa vera e sacrosanta.

“è l’esempio più forte di un costruttore che continua a vendere un prodotto ben oltre la sua data di scadenza, a discapito degli ignari acquirenti”.

Poi anche Fiat (che nel frattempo è diventata FCA): con la possibilità normativa di installare solo due airbag, stanno continuando a vendere un modello che nella versione base ha la stessa sicurezza di un’auto degli anni ’90. Serve a poco progettare un abitacolo indeformabile (com’è quello della Punto, se poi le sollecitazioni sugli occupanti sono altissime (soprattutto a livello della testa e del collo) per via della mancanza di airbag. D’accordo che è un modello di fine serie e dev’essere economico, soprattutto per flotte commerciali, anziani e neopatentati. Però la coscienza automobilistica è ancora acerba sulla questione sicurezza, e per risparmiare sul prezzo di acquisto (soprattutto per le persone meno abbienti) è un attimo a rinunciare ad un airbag o un radar anticollisione.

E soprattutto, la legislazione europea (e dei singoli stati) che per certe categorie di vetture permette di essere omologate con dotazioni di sicurezza minime, come gli airbag. Recente è la notizia che i sistemi di assistenza alla guida dovranno essere di serie, e finalmente aggiungiamo noi. Però la dotazione minima passiva su airbag, pretensionatori, regolazioni altezza cinture, ecc. arrivano con un ritardo vergognoso.

Poiché le leggi arriveranno sempre in ritardo (e le case automobilistiche, salvo alcuni casi per fortuna non così rari, non si sbottonano troppo a tirarsi avanti), almeno la sensibilità automobilistica degli acquirenti, dei guidatori, dei passeggeri deve aumentare. Ultimamente, nelle recensioni scrivo spesso le mie opinioni sulla parte optional, e mi capita sempre più spesso di dire: se un’auto ha l’airbag ginocchia guidatore, i fari allo xeno, o il radar anticollisione optional, fate lo sforzo e prendeteli; rinunciate ai cerchi da 19”, all’impianto Hi-Fi da 500 W che ben difficilmente (essendo l’auto una scatola avvolta nel rumore) apprezzerete, alle maniglie e calotte retrovisori cromati, e prendete qualcosa di più sulla sicurezza. Vedeteci meglio, siate assistiti contro i tamponamenti, i colpi di sonno, gli incidenti. Risparmiereste 1000 euro per un accessorio che può fare la differenza tra una vita in salute e un danno irreparabile?

Ps. Se avete voglia, fate un giro da questo articolo e soprattutto guardatevi il video; vi darà qualche spunto di riflessione in più prima di mettere il piede sul gas.

Matteo

[Foto e video: EuroNCAP]

  • cesco

    Chiarezza e lucidità contraddistinguono Ogni vostro articolo che leggo sempre con molto piacere.
    Grazie!

    • Grazie mille a te per il feedback!