Hyundai i30 1.6 CRDi 110 cv Style 2017 – prova su strada

Da cosa si comincia descrivendo un’auto? Di solito dalla marca e il modello, come di una persona si inizia con nome e cognome; la prima cosa che si nota però è la faccia! Con le auto è lo stesso, nel senso che potrete leggere cento sigle e denominazioni, ma a colpirvi sarà sempre l’aspetto, il muso, la faccia appunto.

Gli stilisti dei mezzi di trasporto a quattro ruote lo sanno, e usano il frontale dell’auto per darle la maggiore identità possibile. Ed è proprio quello che è stato fatto dalla casa coreana e che noterete guardando le foto della nuova Hyundai i30.

Perché partiamo dal design di un dettaglio di una media di segmento C da poco arrivata sul mercato, anziché darle un’introduzione di contorno? Per il motivo che è proprio lo stile e il modo in cui è stata pensata, la vera novità: ha una calandra grande, di dimensione mai vista su una coreana, con delle linee tese, nette, a noi ha ricordato moltissimo per l’inclinazione delle superfici dei fari e del paraurti, la sportiva Audi TT, auto con la quale però la media di Seul non vuole avere niente a che vedere.

Media di Seul…. Sarete sorpresi di sapere che è stata ideata, disegnata e viene prodotta interamente in Europa: le forme sono nate presso il nuovo centro stile Hyundai di Rüsselsheim (se questo nome non vi è nuovo, è perché nella stessa città c’è anche il quartier generale di una certa Opel…), e viene data loro sostanza nell’ancor più nuovo (e sterminato, chi si diletta a guardare il mondo dal satellite, se ne può rendere conto) stabilimento di Nošovice, in Repubblica Ceca.

 

Il risultato prodotto è una linea completamente diversa da quella morbida e curva della precedente i30: a parte qualche richiamo orientaleggiante, per il resto potrebbe essere tranquillamente considerata una compatta europea; il frontale è come già detto affilato, con fari grandi e “taglienti”, finalmente ben rapportati con i fendinebbia e soprattutto ben curati anche nei dettagli. Lateralmente riprende il taglio finestrini della serie prima, anche se il tutto è più squadrato e un po’ austero: soprattutto nel raccordo col padiglione alto, un compromesso che però ha consentito un ottimo spazio posteriore (e un facile accesso grazie al taglio delle portiere), e una buona profilatura aerodinamica con accenno di coda tronca. Dietro non abbiamo particolari osservazioni da fare, più che altro spicca lo spoiler che oltre a migliorare il coefficiente di penetrazione aerodinamica, riesce a mantenere abbastanza pulito il vetro contro pioggia e polvere.

Difatti le migliori novità le troverete all’interno: in Hyundai (di Rüsselsheim) hanno ridisegnato completamente la plancia, ora a sviluppo orizzontale, con due sottogruppi che raccolgono i comandi della climatizzazione (automatico bizona sulla Style della nostra prova) e dell’infotainment, con uno schermo “appoggiato” sopra il cruscotto e corredato di pulsanti e manopole sui lati che permettono un facile raggiungimento di tutti i menu (siamo soddisfatti di questo poiché non è una semplice replica delle possibilità di navigazione offerte dal touch dello schermo: permette di visualizzare le voci di menu molto più a colpo d’occhio).

Dato che abbiamo menzionato l’allestimento, ne approfittiamo per dirvi che è molto ghiotto: è il top di gamma e, rispetto alle altre versioni ha di serie i fari Full LED (non una novità, ma sempre bene accetti) con luci di svolta, cromature a finestrini e maniglie, parabrezza antiriflesso (viene ottenuto con un sottilissimo – praticamente invisibile – strato di ossido di Argento, per aumentare la riflettività e quindi schermare l’abitacolo da parte dei raggi solari in estate), vetri posteriori scuri. Internamente alcuni gadget elettronici vi faranno sentire su un’auto di buona classe: keyless, sensore pioggia e luci, specchietto retrovisore automatico, freno a mano elettrico, sensori di parcheggio e sedile guidatore elettrico (dalle regolazioni micrometriche). E’ inoltre disponibile per il vostro smartphone (se compatibile) la piastra di ricarica induttiva (quindi senza fili, secondo la terminologia OTA) che comunque non è così comune trovare su auto di questo segmento. Completano l’opera i sedili misto pelle, davvero pregevoli al tatto e non troppo caldi (in quanto la pelle viene usata sui fianchetti mantenendo il tessuto per una migliore traspirazione su fondello e schienale).

Ci ha semmai un po’ meravigliato il fatto che, se si optasse per versioni intermedie (come la Comfort – la Classic di base è davvero un po’ troppo scarna per la categoria – o la Business – che monta il pacchetto di infotainment con navigatore, retrocamera e connettività smartphone – ), pur essendo comunque degnamente equipaggiate, la lista degli optional rimane comunque un po’ corta. Pertanto se voleste qualche accessorio in più (tra quelli elencati al paragrafo precedente), avete poca scelta e dovrete per forza passare all’allestimento superiore. E’ una filosofia molto diversa dalle auto di produzione europea (spesso scarne ma con listini optional chilometrici anche sulle versioni base), ma possiamo dire che in fin dei conti, pur non essendo molto personalizzabile (almeno, Style esclusa perché quella è davvero completa) aiuta a non scervellarsi con troppa roba da scegliere: se la si vuole, si prende già l’allestimento giusto, e il prezzo finito si delinea già senza troppi calcoli di quello che andrà aggiunto a parte; è di sicuro un aspetto positivo per la trasparenza dei listini.

Per finire sugli optional, inutile dire che vi consigliamo caldamente il Safety Pack: contiene la frenata autonoma di emergenza con pedoni e veicoli, monitora gli angoli ciechi (con lampeggio di una spia sul rispettivo specchietto), rileva i limiti di velocità, rileva veicoli durante le retromarce in uscita da garage o parcheggi e presenta l’airbag per le ginocchia guidatore. Di sicuro i 1100 euro spesi meglio della vostra vita (automobilistica). Per la versione con cambio automatico DCT, costa 1400 € poiché prevede il comodissimo cruise control adattivo.

 

Parliamo adesso di abitabilità: seduti al posto di guida, avrete un volante di dimensioni e forma comode per un po’ tutte le mani; a portata di dito i comandi sulle razze, notevoli le regolazioni della leva tergicristalli. Abbiamo apprezzato il disegno degli strumenti, molto classico ma di facile lettura anche grazie alla retroilluminazione tendente al bianco e facilmente visibile anche con forte luce (non abbiamo rilevato alcun riflesso sulla palpebra durante tutta la nostra prova). Qualche riflesso invece dal display del climatizzatore, ma vista anche la posizione di certo non potevamo attenderci diversamente (forse durante la marcia diurna sarebbe stata meglio una retroilluminazione più forte).

La parte migliore dell’abitacolo, oltre a tutti i comandi facilmente raggiungibili e dalla buona sensazione di pastosità di azionamento, è la quantità di vani portaoggetti: oltre a quelli giganteschi sulle portiere e davanti al passeggero, abbiamo due portabottiglie sul tunnel centrale, un pozzetto sotto al poggiabraccio davvero molto profondo, e un altro vano davanti la leva del cambio, chiuso da uno sportello basculante e (oltre ad avere presa 12 V e ingresso USB/UX) fatto apposta per sistemare un telefono: sul fondello di esso infatti, trovate la ricarica induttiva. Davvero ben fatto, siamo soddisfatti delle capacità di vani svuotatasche.

hyundai i30 rear seathyundai i30 sedili posteriori

Dietro troviamo un’abitabilità longitudinale e verticale molto buone: anche tirando indietro i sedili, una persona di 1 metro e 85 trova comunque spazio senza problemi; non si ha intralcio nemmeno dal tunnel della trasmissione poiché la sua dimensione è molto ridotta rispetto allo standard. Purtroppo tre persone di taglia media avranno qualche problema poiché lo spazio in larghezza per le spalle non è tantissimo (mentre non hanno alcun problema per bacino e gambe), se non altro avranno la possibilità di una buona ariosità grazie alla generosa vetratura laterale e alla presenza di bocchette laterali (mancano le prese di ricarica per dispositivi elettronici, un’economia che però a nostro avviso pesa poco: in auto è meglio guardare il paesaggio anziché il telefono, soprattutto in un paese come il nostro). A corredo di ciò troviamo pure il poggiabraccio centrale con portabicchieri e botola per sci; quindi per viaggi in quattro persone la Hyundai i30 se la cava decisamente bene.