Kia Rio 1.4 CRDi 90 cv Cool…… e le tedesche tremano

Partiamo da un presupposto: ultimamente, la casa automobilistica Coreana sta puntando molto ad aumentare la qualità a bordo delle proprie vetture, per renderle più appetibili ad un pubblico europeo, da sempre pro-tedesche e questo lo si è notato con le ultime auto che hanno fatto il loro debutto (la sportiva Stinger, una su tutte). Tra queste, moltissime novità come la Kia Niro, prima auto ibrida per Kia, ed una grande attesa, la Kia Rio, che punta a scontrarsi direttamente con le rivali Volkswagen Polo, Renault Clio, Fiat Grande Punto e tutte le altre compatte del segmento B. Ma è veramente così?

La Kia Rio non è una vettura inedita nel parco auto della casa coreana, dato che viene prodotta dal 2000 ed è giunta adesso alla sua 4^ serie, in un continuo miglioramento e crescita a livello di qualità e dinamica di guida.

Abbiamo avuto la possibilità di provare a fondo questo nuovo modello in allestimento Cool (top di gamma), dotato di una motorizzazione piuttosto interessante  (anche se la vera novità che la casa tende a sottolineare è il 1000 a benzina turbo, dato che questo diesel era già presente sulla precedente versione), un 1.4 CRDi da 90 cavalli e 240 Nm di coppia (ma sappiate che esiste anche, solo in allestimento Active, una versione da 77 cavalli e sempre 240 Nm di coppia, adatta in questo caso anche ai neopatentati) accoppiata ad un cambio manuale a 6 rapporti, di cui parleremo ampiamente in seguito, ma sappiate che la meccanica in generale di questa vettura ci ha piacevolmente stupito.

Ma andiamo per gradi, partendo dall’estetica:

 

I designer della casa Coreana hanno sviluppato la nuova Rio come un’evoluzione della 3^ serie, una sorta di restyling approfondito con una struttura più rigorosa e geometrica, con un’ottima unione tra linee dritte e marcate – a sottolineare la compattezza della vettura – e linee più morbide, in grado di trasmettere movimento, raccordando il tutto. Alcuni di voi potranno notare dei rimandi ai veicoli delle case tedesche (i più attenti noteranno il taglio di ¾ del montante e del finestrino posteriore simile alla Mercedes Classe A), il che è normale per una vettura che punta ad un piacere ad un panorama di clienti europeo; ricordiamo infatti che il designer è il tedesco Peter Schreyer, volto del design automobilistico ex gruppo Volkswagen-Audi, noto per aver contribuito al design delle Audi TT MK1 (1998), A3 8L (1996), A4 B6 (2000) e delle Volkswagen New Beetle (1998), Eos (2006) e così via.

kia rioMa nonostante tutto ciò, la Kia Rio, rimane coerente ed armoniosa con sé stessa, grazie ad un fattore comune per il design che è lo sviluppo orizzontale, sia fuori che dentro. Infatti tutte le linee si sviluppano in larghezza e lunghezza, basti notare la griglia anteriore Tiger Nose (chiusa)
che caratterizza tutte le Kia delle ultime generazioni, la griglia inferiore con listelli orizzontali, i fanali posteriori e la linea di cintura laterale, che prosegue quasi orizzontale dal cofano fino alla coda, permettendo di avere un’abbondante superficie vetrata che rende arioso e luminoso l’abitacolo. Anche le nervature sulla fiancata riprendono questo rigore “europeo” con linee che corrono parallele alla linea di cintura e che vengono incorniciate dai due passaruota che ospitano dei cerchi da 17 pollici (optional a 500€ all’interno del Design Pack) con finitura diamantata, davvero molto belli alla vista, che calzano pneumatici dalla misura insolita: 205/45 R17.

Ma la parte che stupisce di più (o almeno, quella che ha colpito noi) è stato l’interno, molto ben realizzato, insonorizzato dall’ambiente esterno e dal rumore della meccanica, e con assemblaggi di buon livello. L’abitacolo è molto luminoso e spazioso grazie ad ampie superfici vetrate e risulta un po’ più ampio di quello che sembra; il particolare design di plancia e portiere è piuttosto avvolgente e sulle prime, la sensazione era di ritrovarsi in un abitacolo un po’ stretto, sensazione poi smentita dopo pochi km.

kia rio kia rio

La plancia riprende il tema dello sviluppo orizzontale, con una finitura satinata che appaga la vista ed ingloba lo schermo del sistema infotainment a mo’ di tablet, come siamo ormai abituati a vedere. Inoltre la vettura è equipaggiata con il sistema optional da 7” dotato di Android Auto, Apple Car Play, navigatore satellitare e che trasmette le immagini della telecamera posteriore, abbastanza nitida e luminosa e con le indicazioni dinamiche della direzione che la vettura prenderà in base all’angolo volante. E’ un sistema che funziona davvero molto bene, fluido e reattivo nei comandi. Ed è anche ben integrato nella plancia, apparendo quindi meno sospeso rispetto ad altre concorrenti e contribuendo alla grande sensazione di solidità che traspare. I sedili sono ben conformati, piacevoli al tatto ed alla vista, sagomati e rigidi il giusto per mantenere la corretta posizione in tutti i frangenti di utilizzo, compresi i lunghi viaggi; non hanno grandi novità come design e scelta dei tessuti, ma risultano comunque studiati per non affaticare durante i tragitti lunghi. Le uniche pecche sono lo schienale dei sedili che si regola a scatti (classico da auto proveniente dai paesi orientali) e le plastiche della plancia che sono rigide invece che morbide, ma nulla di trascendentale su questa tipologia di vetture, non inficiano la qualità della vita a bordo. Anche l’ergonomia ha un ruolo fondamentale, con il cambio dalla leva corta installato in posizione arretrata, evitando così interferenze con i comandi del climatizzatore e permettendo di ricavare un ottimo doppio porta oggetti molto capiente di fronte ad esso, su due livelli e facilmente accessibile (in verità il vano superiore è un po’ troppo avanzato per essere facilmente raggiungibile). I vani sono comunque generosamente disposti sulle portiere, sotto il bracciolo centrale e nel classico portaoggetti lato passeggero (un po’ piccolino). Il fatto che nessuno dei vani sia rivestito, sarà motivo di fastidio quando vi riporrete all’interno oggetti duri come mazzi di chiavi, o la chiave stessa della Rio.

 

Ma quello che colpisce è la dotazione di serie presente sulla versione Cool della nostra prova! Vi facciamo un breve elenco per permettervi di apprezzarlo meglio (tralasciando ovviamente le dotazioni ormai considerate standard quali ABS, ESP, controllo di trazione, Airbag ecc ecc):

DOTAZIONE DI SERIE (Allestimento Cool)

Sensore automatico tergicristalli

Sensore automatico fari + abbaglianti automatici
Sistema di avviso superamento carreggiata (LDWS)

Sistema di assistenza alla frenata di emergenza con rilevamento pedoni (AEB)

Cruise control

Fanali diurni Led anteriori

Kia Media Box con schermo da 5” con bluetooth, comandi vocali e radio DAB

Sensori di parcheggio posteriori + telecamera posteriore

Sensore di pressione pneumatici

Comandi radio, cruise control e computer di bordo al volante

Fanali diurni Led anteriori

Climatizzatore automatico monozona

Retrovisori ripiegabili elettricamente  7 anni di garanzia o 150.000 km

Diciamo che forse facevamo prima a dirvi gli optionals disponibili, che sono:

OPTIONAL

PREZZO

Design Pack (cerchi da 17″ e fanali posteriori a led)

500 €

Vernice metallizzata

300-600 € in base al colore

Techno Pack (Kia Navigation System con schermo da 7” e Smart Key)

1000 €

Quindi sotto il punto di vista del confort di bordo e, soprattutto, della sicurezza attiva e passiva, siamo a livelli davvero molto elevati. E la cosa che davvero apprezziamo è il fatto che tutto viene offerto di serie, andando così a poter dare al cliente un prezzo che sia realmente comprensivo di tutto ciò che serve, che non dovrà essere quindi sempre integrato, spesso con grandi aggravi di prezzo, per ottenere una dotazione adeguata come avviene sulle tedesche. Per la Kia, sapete che al prezzo di 18.100 euro (ovviamente esclusa IPT e messa su strada), che secondo noi è un prezzo giusto, avrete una vettura completa, con livelli di sicurezza e confort al top e soprattutto con i canonici 7 anni o 150.000 km di garanzia Kia, che vi permetteranno di dormire sonni tranquilli per tanto tempo.