Kia Rio 1.4 CRDi 90 cv Cool…… e le tedesche tremano

Il bagagliaio è grande, e ci togliamo ogni dubbio. Ha un doppio fondo con sportello amovibile che porta la capacità totale dichiarata a 325 litri, molto grande per la categoria. Con doppio fondo chiuso, la capienza si riduce ma si ha un piano di carico in linea coi sedili. Dove non ci ha soddisfatto, è stato il gradino tra la bocca del bagagliaio (che fra l’altro è a 73 cm da terra), e il piano di carico, di 10 cm con sportello in posizione, e 20 cm con il doppio fondo aperto. Non comodissimo purtroppo, nel caso doveste fare la spesa e caricare oggetti pesanti. La dotazione di ganci, fissaggi per la rete e Top Tether per seggiolini è lo standard ormai solito di tutte le Case.

La parte qualità è forse la più contrastata di tutte su questa vettura, perché da una parte abbina un ottimo assemblaggio della componentistica, con giochi ridotti di lamiere e plastiche, ad una scelta di materiali rigidi che non appaga il tatto tanto quanto la vista. Plastiche dure ovunque, pure sulla parte alta della plancia, che stonano un po’, e si graffiano facilmente se riponete oggetti acuminati nei vani, o nel bagagliaio. Anche questo è totalmente rivestito ai lati di plastica rigida, però la solidità è comunque garantita perché i pannelli sono piuttosto robusti (fatta eccezione per le cornici dei finestrini, con i telaietti saldati a vista ed un giro plastica piuttosto semplice); purtroppo non c’è la mostrina di protezione del gancio di chiusura del bagagliaio. Niente da dire per le guarnizioni, ben fatte di materiale e con doppio anello superiore per tutte le portiere. Il rivestimento dei sedili posteriori, lato bagagliaio, è di agugliato un po’ economico.

Come tutte le auto orientali, la finitura nelle parti non a vista è meno curata: ad esempio la moquette che non si estende per tutta la zona piedi davanti ai pedali, o per alcune viti a vista nei pannelli di chiusura plancia. Per notarle però, bisognerebbe sdraiarsi rasoterra, e in ogni caso la robustezza e durabilità nel tempo è garantita. Soluzione già vista su altre auto, il comando a levetta per aprire il bocchettone del serbatoio, posizionato davanti al sedile del guidatore, nella zona piedi. Rispetto alla concorrenza però, per quanto una soluzione anacronistica, la sensazione è di una maggiore robustezza.

 
 
Per quanto riguarda il vano motore, pensato perlopiù per accogliere tricilindrici benzina turbo (e un 4 cilindri aspirato), con il diesel della nostra prova è un po’ “pieno”, nel senso che gli spazi di manovra intorno al propulsore non sono ampissimi. Ciononostante, i tecnici Kia hanno trovato il miglior compromesso per posizionare gli organi maggiormente necessari di accessibilità, in posizioni facili e ben visibili. Avete la batteria, posizionata con una staffa sopra al cambio, un po’ incastrata ma si può comunque sfilare senza grandi contorsionismi; il vano fusibili e il filtro dell’aria sono subito a portata di mano (quest’ultimo con sgancio a clip, la cosa migliore del mondo se siete amanti del fai da te), i serbatoi liquidi sono tutti a portata di mano, così come l’astina dell’olio. Il filtro dell’olio invece è un po’ incastrato ma ci si arriva con una prolunga, e i cavi sono ben disposti ed ordinati. Le plastiche che coprono la vasca dei pesci, sotto al parabrezza, ci paiono un po’ leggerine (tuttavia, a meno che non abbiate un valido motivo per rimuoverle, non si romperanno mai), e manca lo strato di trasparente sia sul cofano che interno vano. Il motore è incapsulato da una copertura anche abbastanza ridotta, rimossa la quale si accede facilmente anche alla valvola EGR, l’impianto di iniezione e molte altre cosette (il tutto a vantaggio di risparmi di manodopera dal meccanico, nella malaugurata ipotesi si dovesse rompere qualcosa), e per finire il cofano è rivestito di TNT antirombo. Nella media l’accessibilità ai fari per il cambio delle lampadine.

Ma passiamo ora alla parte più importante: la guida.

kia rioE che guida! anche sotto questo frangente Kia è riuscita a stupirci grazie ad un’accoppiata motore-cambio ben riuscita e ad una dinamica molto briosa, quasi inaspettata da una vettura di questo calibro, ma che mostra un carattere divertente, strizzando l’occhio anche ad un pubblico giovane che vuole una macchina spaziosa, comoda, che consumi poco (ma davvero poco!), ma che quando ci si vuole divertire, è in grado di rispondere positivamente.

In particolare il motore è un’ottima unità, brillante e reattiva con prestazioni adeguate alla tipologia di vettura ed alla cubatura e potenza erogate (si tratta di un 1396 cm3 da 90 cavalli e 240 Nm di coppia, disponibili tra i 1500 e i 2500 giri/min), in grado di garantire una guida rilassata e, a richiesta, anche brillante pur mantenendosi parco nei consumi: con il nostro utilizzo da test non propriamente eco-friendly e con percorsi urbani, collinari ed extraurbani, con continue fermate e ripartenze e tratti affrontati con piglio sportivo, climatizzatore inserito e filtro antiparticolato intasato, abbiamo registrato una media generale di 18 km/l su 120 km di percorso, il che ci fa davvero ben sperare per percorrenze nell’ordine dei 23/24 km/l con una guida attenta e votata al risparmio; anche a velocità maggiori, complice la buona profilatura aerodinamica, i consumi si mantengono bassi: a 100 km/h siamo a 1800 giri/min, e a 130 km/h (velocità codice) a 2300 giri/min, per un consumo rilevato da computer di bordo di circa 17.5-18 km/l.

La rumorosità a bordo non è mai eccessiva, anche in piena accelerazione dove subentra anche un bel suono, che lo avvicina più che a un diesel “trattoroso”, ad un benzina aspirato di qualche anno fa, con quel suono un po’ metallico (nel senso buono del termine) che riesce a strappare un sorriso anche ai guidatori con animo un po’ più sportivo; la natura diesel si sente solo all’esterno, al minimo, e all’interno abitacolo nella parte alta dei contagiri, zona dove peraltro è ben supportato da un impianto di scarico particolarmente accordato. È anche molto elastico e regolare, il che consente di viaggiare in 6^ marcia a circa 70 km/h con il motore che ronza sornione a 1250 giri senza sobbalzi, vibrazioni o strattoni; ciò permette comunque di riprendere gradualmente velocità  anche senza scalare, il tutto sempre in maniera molto lineare (da notare che, come già detto parlando dei consumi, per tutta la durata della prova avevamo il climatizzatore inserito e il filtro antiparticolato intasato, con tanto di spia luminosa accesa, ma nonostante ciò il motore non ha dato minimamente segnali di affaticamento). Un’altra cosa che ci ha stupito è stato scoprire che tale morbidezza e regolarità di funzionamento a bassissimi regimi è stata ottenuta utilizzando comunque un volano frizione monomassa (mentre molti diesel odierni montano un bimassa per smorzare le vibrazioni torsionali proprie a circa 1000-1300 giri/min), senza avvertire strattoni o incespicamenti di ogni sorta.

Inoltre il tutto è correlato da un cambio davvero ben realizzato e, cosa importante, finalmente con 6 rapporti, tutti ben spaziati e dagli innesti precisi e contrastati il giusto. Sbagliare ad inserire una marcia è davvero difficile grazie anche alla leva relativamente corta, che gli dona anche una buona rapidità di innesto. Non è ovviamente un cambio sportivo, ma per l’uso per cui questa macchina nasce, è comunque di alto livello. Anche la pedaliera (sportiva in alluminio e gomma per un miglior grip) è ben posizionata, con la frizione leggera che non affatica la gamba del guidatore anche quando la si utilizza molto ma che però attacca abbastanza in alto, almeno nel nostro esemplare. Un plauso va fatto al pedale del freno, dotato di una corsa abbastanza corta e di un’ottima modulabilità durante le frenate. Il pedale dell’acceleratore è correttamente posizionato, ma più in basso rispetto al pedale del freno, quindi il tacco-punta risulta molto complicato da fare correttamente, complice anche la sopracitata corsa corta del freno, ma pensiamo che difficilmente vi troverete nelle situazioni di guida sportive tali da richiedere un tacco punta rapido.

Abbiamo citato i freni. Ebbene: che freni!! Nella frenata di emergenza (panic brake), il mordente delle pinze è ottimo sin dalla prima fase e la vettura si ferma davvero in pochissimi metri con una prontezza e rapidità che inizialmente ci ha davvero colpito! L’ABS entra puntuale senza essere però troppo invasivo sul pedale e la macchina ovviamente affonda con il muso che però viene correttamente sostenuto dagli ammortizzatori. Inoltre non ci sono reazioni eccessive al volante che possano creare disagi, la vettura rimane sempre molto stabile nelle frenate sul dritto.

Nella guida al limite la sorpresa arriva dall’assetto, ben sostenuto e che permette una buona percorrenza di curva con la vettura che rimane sempre sostanzialmente neutra in una situazione a gas costante. Solo esagerando davvero con il gas si finisce col farla gradualmente sottosterzare, ma in quel caso veglia su di voi l’ESP, che interviene anche in questo caso senza essere invasivo e senza far percepire tagli di potenza. Se si inizia a giocare con il pedale dell’acceleratore invece la Kia Rio risulta sensibile al tiro e rilascio, con il posteriore che allarga quel che basta per permettervi ingressi ed uscite di curva ottimali, merito anche dei cerchi da 17 pollici con spalla ribassata. Ebbene sì, rispetto alla media delle auto sue coetanee, ha un assetto decisamente più sovrasterzante, di sicuro più nervoso di un tranquillo comportamento di sottosterzo, ma più vivace e godibile da chi è un po’ più smaliziato alla guida; sovrasterzo che comunque arriva – lo ribadiamo – dopo aver oltrepassato un limite di tenuta davvero elevato.

E tutto questo senza pregiudicare il confort, che nell’utilizzo normale di tutti i giorni digerisce senza problemi il pavè, i dossi stradali e le varie giunzioni o tombini e solo sulle sconnessioni più brusche diventa un po’ rigido. Insomma, davvero un bell’assetto, considerata la tipologia di vettura.

I sedili poi confermano quanto detto precedentemente, dimostrandosi confortevoli e ben sagomati, ed anche dopo un lungo utilizzo (abbiamo usato la vettura per una giornata intera) non ci hanno affaticato fisicamente o dato sensazioni di scomodità, con una giusta sagomatura dei fianchetti e dello schienale in grado di mantenere il corpo nella corretta posizione anche nella guida più sportiva. Anche la panca posteriore ospita tranquillamente 2 persone, che non avranno problemi per quanto riguarda lo spazio per le gambe e per i piedi, complici i sedili leggermente rialzati e le guide dei sedili ben protette. L’unico problema eventualmente è dato dalla forma del tetto che è leggermente spiovente e quindi chi è più alto di 180 cm sfiora il cielo con la testa. Non sono presenti le bocchette posteriori dell’aria, ma essendo l’abitacolo comunque raccolto ed il climatizzatore davvero efficiente (lo abbiamo testato a fondo data la giornata calda) ed in grado di raffrescare/riscaldare l’abitacolo davvero in breve tempo senza assorbire troppa potenza dal motore, non se ne sente la mancanza.

Conclusioni:

È vero, ci siamo dilungati parecchio per descrivervi al meglio questa Kia Rio, quindi ora saremo brevi.

La verità è che siamo rimasti davvero colpiti da questa prova perché, a parte alcuni punti che possono essere ancora ulteriormente migliorati ma che non vanno ad intaccare quella che è la sostanza e la qualità di questa vettura, gli ingegneri della casa di Seul hanno realizzato davvero un’ottima vettura, superiore alle nostre più rosee aspettative.

Comodità, spazio a bordo, sicurezza, un pizzico di dinamicità unita a consumi ridotti. Se state cercando queste caratteristiche da un’auto,  sappiate che ce n’è una che fa proprio al caso vostro, ad un prezzo più che giustificato anche dalla dotazione di serie che è in grado di offrirvi.

L’abbiamo lasciata con un po’ di dispiacere, ma anche con un bel sorriso stampato in faccia, perché finalmente c’è sul mercato una gran bella alternativa alle blasonate tedesche che in questo caso, così blasonate non lo sembrano più. Complimenti Kia. Davvero un bel lavoro!

Di Andrea, Matteo

Per la vettura si ringrazia la Concessionaria Clerici Auto S.p.A. di Lurate Caccivio (CO) ed in particolare il Responsabile Marketing Luca Cassani per la disponibilità.

Per maggiori informazioni, prezzi, listini e configuratore, vi rimandiamo al sito ufficiale della Casa.

Per la Kia Rio vi segnaliamo il Club italiano ufficiale riconosciuto da Kia Italia, il Kia Sportage Fan Club Italia che riunisce i possessori della vettura (oltre che la Sportage stessa) e dove reperire informazioni, commenti ed opinioni dei proprietari, un contatto diretto con Kia Italia per sottoporre alla casa i problemi più gravi, più ulteriori consigli sull’acquisto riguardo la Rio e gli altri modelli del marchio.
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