Seat Ibiza 2017 1.0 MPI 75 cv Vs 1.0 TSI 95 cv FR prova su strada

Sono passati 33 anni e quattro serie (questa è la quinta) da quando nel 1984, la Seat introdusse una tipologia nuova (per i suoi standard di produzione) di vettura compatta: la Seat Ibiza.

A parte la prima serie, che condivideva un pianale Fiat Ritmo (frutto di una partnership già all’epoca conclusa con la Fiat, che ne detenne il controllo fino al 1982) ma venne “in volata” leggermente rifinita dalla nuova padrona dell’epoca, la Volkswagen (i motori furono messi a punto sull’alimentazione con la consulenza dei tecnici Porsche), ormai il concetto di design spagnolo e qualità teutonica si è ben radicalizzato nell’opinione comune. Poiché la componentistica è sostanzialmente tutta tedesca, stesso dicasi per il pianale (sempre in comune con la coeva Polo), la differenza fra le due è data soprattutto dallo stile, facilmente riconoscibile secondo il corso Seat inaugurato nel 2011 con la Leon .

ESTERNI

Poiché abbiamo la possibilità di mostrarvi l’evoluzione stilistica dell’ultima serie, notiamo subito che riprende molto lo stile del modello precedente (risalente al 2008), ma in chiave più sportiva e matura. Non ci sono stati stravolgimenti come il salto di serie avvenuto tra la 3^ e la 4^, ma si è mantenuta la forma e le linee generali per andare ad affinare i dettagli.

Dobbiamo precisare però, che questo modo (o meglio, questa scuola di pensiero) di evolvere stilisticamente un’auto senza modificare radicalmente l’imprint generale viene adottato già da un paio d’anni per molte case automobilistiche (esempio, la Volkswagen per le cugine Polo e Golf, o la Fiat con la sua Panda), quasi a dire che design vincente non si tocca.

Davanti, innegabilmente è la sorellina della Leon: a parte dettagli e spigoli, l’impostazione di fari e calandra è sostanzialmente identica; a parte i bei fari Full LED (che non stancheremo mai di lodare per i benefici nella guida notturna), esteticamente il muso è la parte un po’ meno originale; non che i designer spagnoli manchino di inventiva, ma probabilmente hanno voluto dare una sensazione “rassicurante” al compratore, come se volesse dire: sì, sono una piccola Leon, e sebbene piccola ho gli artigli anche io….Qui, come già detto, il salto è stato di tipo conservativo, come a dire che l’idea abbozzata con la serie precedente è maturata. Sono sparite alcune forme tondeggianti o arrotondate (mantenendo comunque identiche le proporzioni) per affilare, curare i dettagli, adottare linee più tese; certi rigonfiamenti, i muscoli della prima, hanno lasciato il posto a nervature, diedri sulla fiancata, quasi dei tendini. E’ diventata tutta più affilata, e sicuramente molto elegante (caratteristica che la prima, con delle linee più semplici e pure, dimostrava di meno) e anche la solidità apparente, inteso come sensazione visiva, ne ha giovato (non solo quella, ma lo spieghiamo più avanti).

Sul fianco, le nervature a diedro hanno giovato alla dinamicità dell’insieme, che è sottolineata anche dai grandi cerchi in lega di cui è dotato il nostro esemplare in allestimento FR. La Seat ha sempre voluto dare un’immagine in chiave sportiva delle sue vetture, e questa Ibiza non manca di accennarlo, sebbene in modo abbastanza velato (piacerà a chi ama l’understatement).

Curiosità: il terzo vetrino laterale ha una forma nettamente diversa da quello della Ibiza precedente, come della Leon; ricorda più la sua cugina Polo, e il taglio a detta nostra è stato pensato in termini di eleganza.

Al posteriore è diversa come taglio dei fari sia da Ibiza che Leon, ricorda infatti molto la Polo penultima serie, anche se in qualche dettaglio di paraurti noterete che vuole accennare una maggiore grinta. Non sarà un design eccezionalmente emozionale (come ad esempio la Renault Clio o la Nissan Micra, auto che hanno radicalmente mutato le loro origini per apparire sportive), però ricordiamoci che la Ibiza è comunque una compatta di segmento B che deve poter garantire anche abitabilità, confort e buoni consumi. Vedremo più tardi che comunque qualche soddisfazione per i più smaliziati, ce la si potrà togliere.

 

Maggiore grinta potrete invece trovarla con la versione FR: da anni è l’allestimento di riferimento per chi voglia avere la propria Ibiza in chiave sportiva; abbiamo avuto la possibilità di guidare un esemplare color Rosso Intenso (e non è solo il nome commerciale di questo metallizzato… fateci caso guardando le foto), che presenta le cornici fendinebbia più grandi e la griglia a nido d’ape; le plastiche di griglie e cornici sono inoltre di plastica nera lucida, come le calotte degli specchietti retrovisori.

 

Oltre ai cerchi a 5 razze (doppie) da 18 pollici 215/40, davvero notevoli, cambia anche il sotto paraurti posteriore, dove troviamo un accenno di spoiler (sebbene finto, e quindi aerodinamicamente ininfluente) molto più gradevole del fascione scatolato delle altre versioni. Peccato per i doppi terminali cromati degli scarichi che, come vuole la moda del momento, sono finti. Cambia leggermente anche lo spoiler sopra al lunotto, poco più accentuato.

seat ibiza

INTERNI

Il grosso di questa evoluzione si trova salendo a bordo: la plancia è cambiata totalmente e, oltre alla modanatura di plastica che la percorre e prosegue sui pannelli porta, l’intero design orizzontale ha permesso di allargare l’abitacolo visivamente (più un contributo reale dato dagli interni portiere più sagomati e il pianale più largo).

Il grosso display dell’infotainment da 8” (touch) è incastonato a centro plancia, e la disposizione nel complesso riprende molto la coeva Volkswagen Polo, con una differenza: su quest’ultima il touchscreen è posizionato sopra le bocchette, sulla Ibiza il contrario.

 

In generale, il design di cockpit e sedili è molto da tedesca, senza grandi guizzi artistici; unica nota di colore è come già detto la fascia colorata in plastica rigida (e, a dir la verità, anche un po’ delicata nel caso di graffi). Il posto guida presenta un cruscotto rinnovato, molto più pulito ed elegante della Ibiza precedente, con gli strumenti principali che racchiudono in un angolo l’indicatore di livello carburante e di temperatura liquido di raffreddamento. Nel complesso il colpo d’occhio, complice anche il display centrale del computer di bordo e la strumentazione con retroilluminazione bianca, è molto buono, così come la visibilità in condizione di controluce ne ha guadagnato molto; è perfettamente leggibile anche a luci spente.

Proseguendo, si trovano tutti i comandi a portata di mano, sul volante, sulle levette del piantone e sulla plancia; al contrario, il selettore delle luci (con funzione di accensione automatica) è collocato piuttosto in basso e nascosto dalla corona del volante. A proposito del volante, ha una forma che ricorda molto la Leon, con corona piuttosto esile e di grande diametro, un po’ in controtendenza rispetto ai volanti compatti ed imbottiti che siamo abituati a vedere sugli ultimi prodotti. Questo però permette di poterlo maneggiare con precisione e di essere saldamente afferrato anche da mani femminili; molto comodi i comandi del computer di bordo e della radio sulle razze. Se proprio dovessimo trovargli una pecca, è forse il fatto di essere poco sportivo rispetto al resto dell’auto, ma è una cosa che si rimedia facilmente optando per l’allestimento FR, che presenta un volante rivestito in pelle traforata, più sagomato e con cuciture rosse a contrasto (cuciture che si ritrovano anche sulla leva del freno a mano, sui sedili e sulle cinture di sicurezza).

Come vani portaoggetti, ve ne sono in abbondanza, anche se molti di questi non hanno dimensioni generose: a parte le tasche delle portiere e il cassetto da parte del passeggero, si ha un piccolo vano sotto il selettore luci, due portabicchieri sulla plancia, con due ulteriori piccoli vani più dietro (uno contiene la presa 12 V, l’altro può diventare chiuso e più capiente se si opta per il bracciolo regolabile centrale).

seat ibiza

Il vano sotto l’impianto del clima non è grandissimo, ma presenta l’opzione della ricarica induttiva per smartphone, non una novità per la categoria ma di sicuro ben accetta; nello stesso vano trovate anche due prese USB e una AUX. C’è anche un piccolo cassetto sotto al sedile passeggero, che oltre ad avere una portata massima piuttosto modesta (1 kg), la sua capienza permette al massimo di inserisci il giubbetto catarifrangente ripiegato. Non sono previsti portamonete.

 

La dotazione di bordo sul nostro esemplare prevedeva l’autoradio con Mirror Link e Bluetooth con A2DP, entrambi piuttosto veloci da configurare durante il pairing con i nostri cellulari. Molto comoda la telecamera posteriore e la riproduzione degli ingombri sullo schermo quando i sensori di parcheggio anteriori e posteriori sono accesi. Si attivano all’accensione del veicolo (o in retromarcia), spegnendosi appena superati i 10 km/h, oppure disattivandoli tramite il pulsante di fianco la leva del cambio. Sempre in zona cambio troviamo il pulsante di disattivazione dello start&stop, la cui posizione però, in giornate di sole, non sempre permetteva di capire a colpo d’occhio se la spia incorporata nel comando fosse accesa o spenta.

Sui comandi e loro fruibilità abbiamo apprezzato le luci automatiche, l’avviso anticollisione e i tergi con sensore pioggia, mentre abbiamo avuto qualche difficoltà con il cruise control: il comando è sulla levetta che comanda indicatori di direzione e devioluci, e prevede una levettina sulla sommità che accende o resetta il regolatore, e di un bilanciere per modificare la velocità; a causa del fermo leva troppo labile, ci è capitato più volte di inserire le frecce mentre azionavamo il bilanciere, e abbiamo trovato poco pratico il reset sulla levetta, che va usato per disinserire il cruise (o, naturalmente, frenando), il quale altrimenti resta inserito anche durante il cambio marcia, con il conseguente strappo durante il reinnesto frizione. Nel caso di reinserimento mantiene in memoria il dato precedente anziché “agganciarsi” alla velocità corrente; nel complesso comodo ma meno intuitivo di altri comandi.

Abbiamo trovato di buona fattura i sedili; provandoli per qualche centinaio di km, avremmo preferito almeno per il guidatore uno schienale dall’imbottitura più rigida (il fondello è perfetto); gli altri invece si sono dimostrati adeguati sia sulle lunghe percorrenze che nel contenimento in curva (la situazione migliora con l’allestimento FR, che monta sedili dai fianchetti più pronunciati). Poco pratica la maniglia per lo scorrimento dei sedili anteriori, piccola e posizionata molto in basso. Il tessuto bicolore è piuttosto originale, anche se il disegno del sedile rimane comunque classico; in opzione ci sono i sedili in Alcantara nero, di sicuro effetto scenico e di una qualità davvero pregiata per la categoria di auto: costano 450 €.

Ottima l’illuminazione interna con il sistema Ambient light, che presenta dei listelli illuminati sui pannelli delle portiere e per la zona piedi anteriore; un dettaglio da categoria superiore, e l’ennesima dimostrazione che il connubio auto piccola ed auto semplice (quando non povera) ormai è solo un lontano ricordo di tempi non vissuti.

Come spazio, davvero niente da dire: grazie alla piattaforma più ampia della serie precedente, si ha una generosa disponibilità in tutte le direzioni; anche dietro, lo spazio per tre persone è più abbondante che in altre auto di segmento B. Nessun problema per la testa, grazie al padiglione alto, e grazie al notevole aumento di passo, finalmente anche le ginocchia degli occupanti posteriori trovano spazio in abbondanza. Purtroppo le bocchette di ventilazione sul pavimento sono piuttosto sporgenti, quindi i passeggeri posteriori avranno un po’ di fastidio ad allungare le gambe; il passeggero centrale per sua fortuna ha un tunnel poco prominente.

I nostri esemplari erano equipaggiati con climatizzatori automatici bizona, merce non molto comune nella categoria (sebbene si paghino a parte); abbiamo rilevato, a dispetto di un impianto piuttosto piccolo (meno di 500 grammi di refrigerante nel circuito), una grande prontezza nel raffreddamento dell’abitacolo, non poi così piccolo. Di buona efficacia anche la regolazione indipendente dei lati, e una notevole capacità a sopportare climi torridi (avendole provate con 30°C pressoché costanti per due giorni, il raffreddamento è stato sempre efficace; non abbiamo avuto invece l’occasione di provare le capacità di riscaldamento).

Le uniche pecche sono arrivate dalle bocchette sulla plancia, di dimensioni piuttosto ridotte e perciò costrette a soffiare l’aria ad alta velocità (un po’ fastidiose per il rumore ed i sibili prodotti), e dal comando di orientamento che, superata una determinata resistenza, chiude la bocchetta; questo non consente di avere un’ampia rotazione della bocchetta, né di rendere l’orientamento completamente indipendente dalla parzializzazione. La velocità elevata dell’aria nelle bocchette poi genera un flusso di aria piuttosto puntiforme, che se diretto sul corpo può dare una leggera sensazione di fastidio (ce ne si accorge indirizzando le bocchette laterali sui vetri per sbrinarli, o nel nostro caso, raffreddarli con il clima e facendo condensare il vapore sull’esterno: l’area “soffiata” è piuttosto ristretta).

seat ibiza

Discorso diverso per le bocchette dei posti posteriori che… non ci sono; non sono previste nemmeno a richiesta (“mancanza” in ogni caso comune per la categoria) e, sebbene il clima sia abbastanza rapido a trattare tutto il volume dell’abitacolo, le avremmo preferite (anche per l’innalzamento del già elevato confort che la Ibiza fornisce al suo interno).

L’ergonomia generale è ottima, considerata la categoria della vettura; anche la dotazione di sicurezza passiva è eccellente, con sei airbag come da standard, l’unica pecca sono le cinture anteriori, prive della regolazione in altezza, cui si sopperisce parzialmente con la regolazione verticale dei sedili.

Il confort a bordo è, ve lo anticipiamo, più che altro influenzato dal tipo di motore installato: con la 1.0 aspirata 75 cv, in quinta marcia eravamo a 2000 rpm a poco più di 60 km/h e 4000 in autostrada a velocità Codice; risultato il rumore del motore già sopra i 70-80 km/h cominciava ad essere piuttosto intrusivo, sebbene la sonorità non sia sgradevole. Il problema è la quantità di Decibel filtranti in autostrada, che rendono un po’ faticosa la conversazione a bordo. Questo aspetto si è invertito provando la 1.0 95 cv che, con una quinta più lunga (e un motore meno rumoroso, grazie alla presenza del turbocompressore) a 130 km/h permetteva di viaggiare a 3000 rpm; un pochino più presente il rumore di rotolamento degli pneumatici (da 215/40 R18) sulla versione FR.

Per il resto la Ibiza vanta una cura aerodinamica praticamente perfetta; assenti i fruscii anche sugli specchietti retrovisori, come l’attenta cura nell’assemblaggio ha permesso di evitare qualsiasi scricchiolio di plastiche, o di cigolii di guarnizioni. La compattezza del corpo vettura permette di assorbire buche e sconnessioni, almeno per la versione con cerchi da 16 pollici, con una risposta da vettura di categoria superiore. Per le gomme da 18, oltre al rotolamento si avvertono risposte un poco più secche e una maggiore sensibilità agli ondulamenti della strada.

seat ibiza 1.0

La visibilità in manovra non dà problemi se si è equipaggiati di telecamera posteriore; in assenza di questa, dato il posteriore piuttosto squadrato, si percepiscono facilmente gli ingombri, a dispetto del lunotto piccolo; d’altronde siamo su una macchina di quattro metri, le manovre riescono ancora piuttosto semplici. Purtroppo gli specchietti retrovisore hanno un design che li rastrema molto alle estremità, aumentando l’angolo cieco e rendendo un po’ difficoltoso il parcheggio vicino ad un marciapiede. Davanti invece eccelle nella sua categoria, grazie ai montanti molto sottili e per la zona del triangolo portiere molto limitata; grazie agli specchietti attaccati sul corpo della portiera, la visibilità nella zona triangolo ne risente positivamente.

I tweeter dell’impianto audio sono stati intelligentemente annegati all’interno del montante, cosa che ha consentito di mantenere un ridotto ingombro anche nella zona bassa di collegamento col cruscotto.

BAGAGLIAIO

Di serie monta un fondo singolo costituito da un tappeto di moquette (di qualità discreta ma tagliato grossolanamente), che riveste interamente il vano e si poggia sopra una forma di polistirene inserita nella vasca della ruota di scorta, e contenente il kit di gonfiaggio. In opzione si può avere (sulla Xcellence) un doppio fondo con pannello di buona robustezza, ma dagli sganci un po’ ostici e senza tappeto che chiuda il doppio fondo.

 

Nella versione semplice, a dar fastidio sono i ganci laterali sporgenti, mentre sulla versione con doppio fondo, ingombranti sono i supporti del fondo amovibile. Inoltre, per via dell’aumento di passo si sono sottratti alcuni cm alla profondità del bagagliaio; di capacità davvero buona sulla versione semplice (circa 300 litri), con il doppio fondo alzato risulta alquanto modesto (perde quasi un centinaio di litri), e basta appena per i bagagli di due persone per un weekend.

 

La soglia di carico non è altissima, circa 70 cm. A dar fastidio piuttosto, nel caso di doppio fondo abbassato, è il gradino che si forma (15 cm) col filo del portellone, mentre alzando il piano si livella quasi del tutto sia con la bocca di carico che abbattendo i sedili. Il gancio del portellone è annegato nella soglia di plastica, quindi protetto contro valigie e altro.