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Suzuki Swift Sport 1.4 Boosterjet 140 cv – prova su strada

Ed un’altra cosa da sottolineare è che la Swift Sport non è nervosa, non è imprevedibile o ingestibile ma anzi, è lei stessa che ti fa capire esattamente cosa fare per recuperare l’eventuale sovrasterzo innescato, e lo fa con estrema semplicità. Raramente si rischierà di partire in pendolo o di scompensare la vettura perdendone il controllo ed anche in quel caso, come già detto, l’elettronica interverrà prontamente (nei limiti di ciò che la fisica impone, ovviamente). I tecnici nipponici hanno quindi messo a punto davvero bene il connubio assetto/elettronica, permettendo di avere una macchina che fa godere, che fa divertire in completa sicurezza. Apprezziamo molto questa libertà lasciata al pilota ed alla vettura di “muoversi” senza dover essere costretti a togliere l’elettronica. È una vettura viva, con carattere, pronta a far divertire anche a bassa velocità, ma rimanendo molto stabile e precisa ad alte velocità.

Aggiungiamo che sulla stabilità, l’effetto di sovrasterzo si ha solo durante decisi rilasci del gas; a marcia costante ed una volta raggiunto l’assetto stabilizzato in curva, la tenuta delle gomme è davvero notevole, soprattutto considerando l’impronta non da supercar, e il rollio comunque abbastanza avvertibile permette di avvertire molto gradualmente il passaggio da limite a perdita di tenuta; in quel caso si verifica un leggero allargamento della coda, facilmente recuperabile alleggerendo (dolcemente) il gas, oppure dal controllo di stabilità sempre solerte.

Il motore della Swift Sport è sempre pronto, non ha un grandissimo allungo (normale essendo turbo, la potenza massima di 140 cv viene raggiunta a 5500 giri/min) e appena arrivati alla soglia dei 6000 giri/min inizia a murare, ma è d’altro canto estremamente lineare in basso, non strappa e permette di tirarvi fuori dalle curve anche se siete con una marcia palesemente troppo alta, senza strattoni né vibrazioni. È un motore brioso in basso, che preferisce una guida “di coppia” piuttosto che di allungo, ma secondo noi è il motore giusto per questa vettura. I 230 Nm praticamente costanti da 2500 a 3500 giri/min (e con una buona percentuale disponibile anche sotto tale range) confermano la nostra impressione. Durante una ripresa in sesta marcia a 50 km/h, pur non avendo una progressione eccezionale, ha mantenuto in ogni caso una regolarità di funzionamento esemplare, per poi diventare estremamente brioso una volta che il turbo ha raggiunto la pressione di esercizio (a poco meno di 2000 giri/min).

Lo sterzo gode di un volante piuttosto piccolo, sia di diametro che di spessore della corona, perfetto per piccole mani femminili, e dalla servoassistenza notevole in manovra e in città. Il carico purtroppo non aumenta in maniera proporzionale alla velocità e al ritmo tenuto, ci sarebbe piaciuto un poco più pesante mentre invece rimane piuttosto leggero in tutte le condizioni d’uso, anche quando si ha trasferimento di carico per contrastare il sovrasterzo, filtra leggermente quello che succede alle ruote. Riconosciamo che, per essere un elettrico tarato morbido e con ruote di sezione normale, è molto preciso; un po’ più di trasferimento di sensazione ruote-volante sarebbe stato perfetto per la guida sportiva (soprattutto in montagna). Ha se non altro il pregio di caricarsi un po’ di più durante la frenata, cosa che aiuta molto la direzionalità nei panic brake e nell’inserimento in curve veloce, annullando di fatto eventuali sottosterzi.

Il cambio è un 6 marce con i rapporti perfettamente spaziati e la leva contrastata il giusto. Durante il nostro test non si è mai impuntato, né in salita né in scalata, mantenendo innesti precisi e sufficientemente rapidi. Il pelo nell’uovo? Forse una leva con una corsa un pelino più corta avrebbe reso il tutto ancora più veloce e racing, ma è proprio un voler essere davvero pignoli.

La scalatura dei rapporti, oltre che a migliorare le possibilità di uso motore nella guida sportiva, permette di avere anche una sesta lunga di riposo con il motore che a 90 km/h ronza a poco meno di 2000 giri/min (circa 2800 a velocità codice in autostrada), ma che all’occorrenza può essere tenuto anche per riprese a velocità inferiori. Per non affaticare il motore, consigliamo di inserire la sesta a partire da 70 km/h circa.

La pedaliera è anch’essa di ottimo livello, in alluminio e perfettamente allineata in modo tale da permette un punta/tacco alla portata di tutti, altra merce rara su questa tipologia di auto. La frizione ha una corsa ed una pesantezza nella norma, sul nostro esemplare attacca un po’ in alto ma questa è una caratteristica che varia da auto ad auto, quindi estremamente relativa.

Il comparto freni della Swift Sport ci ha davvero stupito, soprattutto per la prontezza nell’attacco della frenata. Davvero molto pronti e coadiuvati da un pedale ben sostenuto e dalla corsa breve, che nelle prime frenate lascia perplessi perché ci si trova a frenare davvero forte anche solo per un minimo rallentamento, ma che una volta capito permette davvero di frenare bene; ha dimostrato una consistenza ben superiore a quella riscontrata negli altri modelli Suzuki, in cui a sensazione la pedaliera ci pareva un poco cedevole. Ricordiamoci che un impianto che va modulato perché frena “troppo” è sempre meglio di uno per cui bisogna pestare come dei disperati per ottenere un rallentamento degno di nota, perciò anche questo è un ottimo fattore di sicurezza. Inoltre la frenata è aiutata dal peso ridotto della vettura, fattore fondamentale anche in questo ambito. Basti vedere attraverso i cerchi da 17 pollici per capirlo. I freni (autoventilati all’anteriore) della Swift Sport sembrano infatti “piccoli”, sottodimensionati, cosa che lascia ancora più di stucco alla prima frenata, perché non ci si aspetta una decelerazione di questo tipo.

Ma sì sa, basso peso significa minor massa da frenare, il che vuole dire che bastano dischi freno più piccoli, quindi ancora meno peso e soprattutto minor masse sospese, quindi vettura dinamicamente migliore… Tutto torna… Un Guru dell’automobile, tale Colin Chapman (per chi non mastica motori, è l’ingegnere e pilota fondatore della Lotus) sosteneva un concetto semplice: “adding power makes you faster on the straights; substracting weight makes you faster everywhere” (aggiungere potenza ti rende veloce sui rettilinei, togliere peso ti rende veloce ovunque), ed anche in questa Suzuki Swift Sport i tecnici nipponici ne hanno dato una perfetta dimostrazione. Bastano infatti 140 cavalli per ottenere prestazioni paragonabili ad auto con 60/80 cavalli in più, ma con un divertimento sconosciuto a molte di loro a parità di condizioni.

Parliamo un attimo ancora dell’assetto, ma stavolta in chiave differente. Abbiamo già ampiamente descritto il comportamento dinamico della Swift Sport, ma andiamo ora ad analizzarlo nel dettaglio; partiamo dicendo che è davvero buono. Rispetto alla versione standard è stato irrigidito maggiormente al posteriore rispetto che all’anteriore, cosa che gli permette quei bei traversi di cui abbiamo parlato prima, ma che la rende sfruttabile anche nell’uso quotidiano. Non teme eccessivamente buche e crepe o l’asfalto non perfettamente liscio, anzi, lo digerisce bene. Ce la saremmo aspettati molto più rigida e fastidiosa, invece ci ha meravigliato. Il rovescio della medaglia è dato da un rollio e beccheggio al limite che è un pelino accentuato, ma anche questo fa parte del gioco di questa vettura ballerina. Sappiate però che non va ad inficiare la tenuta, la vettura è molto stabile in curve in appoggio anche ad alte velocità ed anche nei repentini cambi di direzione (come ad esempio su strade di montagna) e nelle staccate più forti, anche se il muso affonda molto, non si perde direzionalità sulle ruote, lo sterzo si carica e rimane comunicativo quanto basta per mantenere perfettamente in assetto la Swift Sport. Invece se ci si vuole divertire, vi consigliamo in staccata di giocare un po’ col volante. Così facendo la vettura si muoverà un pochino sul posteriore, allargandovi in ingresso curva permettendovi un inserimento migliore, rimanendo sempre controllabilissima, ma nell’abitacolo comparirà una bella risata data dal divertimento che vi trasmetterà. Provare per credere!

Capitolo suono: il sound del motore è davvero buono per essere un 1.4 turbo, ha carattere e rispecchia l’anima della Swift Sport, ha dei bassi che fanno molto racing, ma purtroppo quando si sale di giri il sound non segue più questa logica, a causa delle ben note leggi sul rumore. Quello che consigliamo per rendere davvero questa vettura perfetta è un impianto di scarico come si comanda!

Per il resto è fatta, è pronta. Non servono assetti, non servono centraline, nulla… La nostra sensazione è che i tecnici nipponici hanno trovato il giusto quadro, la vettura è a fuoco per come deve essere e non si sente il bisogno di qualcosa di più. Ha la potenza corretta per divertirsi, più cavalli si tramuterebbero solo in maggior sottosterzo quando si va sul gas, maggior torque steering con lo sterzo che diventerebbe inutilmente nervoso (oltre ad alzare sensibilimente i prezzi di mantenimento). Idem l’assetto, si potrebbe volerne uno più rigido, più sostenuto in frenata o con ancora meno rollio, ma tutto ciò andrebbe a rovinare questo equilibrio che secondo noi è perfetto per la vettura che vuole essere (ed è) la Swift Sport: una piccola sportiva con cui divertirsi come dei matti spendendo relativamente poco.

E quindi quanto costa questa piccola pestifera Swift? 21190 € di listino IVA inclusa, con circa 400-500 euro di IPT (dipende dalla provincia) e 270 € di bollo.

Unico optional disponibile, la vernice, che può essere metallizzata (550 €) o bicolore (400 €). Il nostro esemplare è in una versione Giallo Champion, l’unica vernice pastello senza sovrapprezzo, che la rende molto sgargiante e visibile e, secondo noi… è sufficiente ed appagante così. Per il resto, la dotazione della Swift Sport è più che completa, sia come accessori di estetica che funzionalità, e con un ottimo livello di assistenza alla guida mediante i classici dispositivi ADAS dei modelli Suzuki.

Per chi vorrà farsi altri due conti in tasca, quanto consuma la Swift Sport? Il medio dichiarato della casa è 17.9 km/l; noi, pur mettendocela tutta (guardate il video e capirete…) abbiamo consumato 7.6 l/100 km, cioè 13.1 km/l; date le prestazioni e dato il modo in cui l’abbiamo guidata è un risultato a dir poco ottimo, dovuto anche al turbo tarato in maniera efficiente e progressiva e all’iniezione diretta, e nel traffico normale siamo convinti che i 15-16 km/l siano alla portata di tutti.

Di Andrea, Marcello, Matteo

Si ringrazia la concessionaria LUIGI CARULLI srl di Cremona (CR) ed in particolare il titolare sig. Luigi Carulli per la disponibilità.

Per maggiori informazioni, si rimanda al sito ufficiale Suzuki.

[Foto e video: Automobilissimo]