Tesla, un altro incidente: una Model X si ribalta con l’Autopilot attivato

Quando una notizia del calibro di un incidente mortale causato da un errore di una macchina accade, ogni altra che coinvolge quell’argomento, spesso arriva come una bomba.

Vi avevamo detto, nel nostro articolo Tesla, il primo incidente con il sistema Autopilot, del primo caso di incidente dovuto ad errore non (solo) umano, ma anche di un sistema elettronico (nella fattispecie il dispositivo di assistenza avanzata alla guida Autopilot della Tesla), che ha avuto esiti drammatici.

Una Model S e una Model X ad una colonnina di ricarica rapida Tesla Supercharged; entrambe sono dotate del sistema Autopilot accusato in questi ultimi giorni
Una Model S e una Model X ad una colonnina di ricarica rapida Tesla Supercharged; entrambe sono dotate del sistema Autopilot accusato in questi ultimi giorni

Ora, non ancora placatesi le voci (e anzi, appena cominciate quelle degli avvocati della Casa di Palo Alto), ecco che arriva l’ennesimo incidente, questa volta coinvolgente una Tesla Model X, da poco introdotta sul mercato.

Salvo un caso di incidente avvenuto il 6 giugno scorso (per la cui imperizia del guidatore una Model X bianca si infilava nel muro di un’abitazione), in questo caso a far parlare di sé è ancora l’Autopilot, attivo e funzionante.

Gli interni della Model X riprendono quelli della sportiva Model S, a partire dal gigantesco monitor touch da 17″ e il sistema di assistenza alla guida Autopilot

Andiamo con ordine: stando alle notizie riportate dal quotidiano Detroit Free Press, il 1° luglio a Bedford in Pennsylvania, il mercante d’arte Albert Scaglione alla guida, con suo genero come passeggero, stanno percorrendo l’autostrada verso Harrisburg, in modalità di guida assistita.

Tutto ad un tratto, il veicolo scarta sulla sinistra e colpisce violentemente il guardrail New Jersey di divisione delle carreggiate, rimbalzando e colpendo successivamente il guardrail dalla parte opposta. Un ulteriore rimbalzo e, colpendo, in un tratto in cui il New Jersey non è presente, una banchina di cemento, si impenna lateralmente e si ribalta (esegue cioè quello che gli americani chiamano un rollover).

Fortunatamente, rispetto a quanto accaduto il 7 maggio scorso, in questo caso nessuno dei due occupanti ha riportato ferite gravi; e, a differenza della Model S che non riconobbe un camion e si infilò sotto al rimorchio, non è possibile stabilire per ora quanto l’Autopilot della vettura di Scaglione abbia contribuito all’incidente.

Dal canto suo, la Tesla ha diffuso un comunicato stampa nei giorni scorsi in cui semplicemente “abbiamo ricevuto un’allerta automatica dalla vettura che indicava lo scoppio di un airbag, ma nessun’altra informazione aggiuntiva, forse dovuto ad un danneggiamento dell’antenna che ha impossibilitato l’invio dei dati. Pertanto ci siamo tempestivamente messi in contatto con il conducente, ma senza ottenere risposta; non crediamo tuttavia, che il sistema Autopilot abbia contribuito alla dinamica dell’incidente”.

Ora, permetteteci solo un commento di tipo tecnico: un sistema di assistenza alla guida dialoga continuamente con le centraline di controllo stabilità del veicolo. Dai pochissimi dati arrivati finora, non siamo in grado di capire se il sistema abbia in qualche modo innescato lo scarto di corsia che ha portato a colpire col fianco della vettura il guardrail, ma ci risulta alquanto improbabile che esso abbia portato al ribaltamento la vettura; lo ricordiamo, è un veicolo da 5 metri, 1.60 di altezza per due tonnellate e mezza a vuoto, con una simile mole, data la conformazione da SUV (pur con un baricentro relativamente basso dovuto al pianale riempito di batterie), e la dinamica dell’incidente con rimbalzi e il trampolino formato dal cordolo di cemento, ben poco possono fare i sistemi di assistenza e sicurezza attiva contro le leggi della fisica.

Caratteristiche di questa grossa SUV, le scenografiche portiere posteriori ad ala di gabbiano, che dai commenti di chi l'ha provata, agevolano efficacemente la salita e la discesa.
Caratteristiche di questa grossa SUV, le scenografiche portiere posteriori ad ala di gabbiano, che dai commenti di chi l’ha provata, agevolano efficacemente la salita e la discesa.

Resta il fatto che questo nuovo incidente butta altra benzina sul fuoco sulla percezione di affidabilità del sistema di assistenza alla guida Tesla. Il CEO Elon Musk difatti si è in questi giorni attirato tutte le accuse e le critiche dalla stampa, dalle associazioni di consumatori che hanno cominciato a presentare i primi ricorsi contro l’ottimismo pubblicizzato sull’Autopilot, dai consumatori stessi e dai social network, dove è stato spesso dipinto (per lo sfrontato ottimismo in sé stesso e nei suoi credo), come il Donald Trump della trazione elettrica; e per ultimi, gli azionisti di borsa che hanno cominciato a vendere titoli della Tesla, mentre gli analisti prevedono un sostanziale ribasso nelle prossime settimane.

Ultimo punto, il calo di consegne che ha impedito di raggiungere gli standard di vendita prefissati (14370 unità consegnate nell’ultimo trimestre contro le 17000 preventivate), pertanto l’obiettivo di portare la produzione a 80000-90000 veicoli entro fine anno e a mezzo milione nel 2018, risulta di nuovo un passo più lungo e difficile da fare.

Così come più lungo sarà il tempo per dare fiducia al cervello elettronico che dovrà assisterci a bordo.

Matteo

[Immagini: Tesla Motors]